Mercoledì, 21 Aprile 2021

Mascherine for dummies, i due errori da evitare

Mai toccare i dispositivi di protezione con le mani (se non disinfettate) ed evitare di sentirsi onnipotenti. L'esperta: "La regola principale per non infettarsi resta la distanza fisica"

Passeggeri con i volti coperti da mascherine protettive utilizzano un treno della linea A della metropolitana durante l'emergenza Covid-19, Roma, 27 aprile 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Si fa presto a dire mascherine per tutti. Come spiegano da tempo virologi, igienisti ed immunologi, i dispositivi di protezione vanno usati con le dovute precauzioni altrimenti rischiano di essere inutili (nella migliore delle ipotesi) o addirittura controproducenti (nella peggiore). Le "regole" da rispettare ormai sono note ai più, ma forse non proprio a tutti (alzi la mano chi non ha mai visto qualcuno portare alla bocca una mascherina abbassata sul collo). Insomma, a cosa dobbiamo stare attenti quando mettiamo la mascherina? PalermoToday lo ha chiesto ad Alessandra Casuccio, docente di Igiene all'università di Palermo.

Non toccare la mascherina con le mani

Regola numero uno: mai toccare la mascherina (e tantomeno il viso) con le mani se non adeguatamente disinfettate. Aggiustarsi costantamente la mascherina, spiega Casuccio, è un gesto che espone a rischi "perché attraverso le mani, peggio se indossiamo pure i guanti, portiamo in realtà germi e batteri verso le nostre vie respiratorie. La mascherina deve essere ben aderente al volto e non va toccata. Va messa e tolta solo dopo essersi accuratamente lavati o disinfettati le mani".

Evitiamo di sentirci onnipotenti

Regola numero due: non sentirsi onnipotenti. La mascherina "è come il casco che usiamo per andare in moto: il fatto di indossarlo non ci mette al riparo da incidenti. Quando indossiamo la mascherina dobbiamo sempre comunque mantenere le distanze e badare all’igiene delle mani".

La regola principale per proteggerci dal virus resta quella della distanza fisica, "che non deve essere però anche sociale, associata ad un’igiene costante delle mani, lavandole o disinfettandole. Un altro punto vincente è non uscire quando non si sta bene, cosa che dovrebbe essere scontata, ma purtroppo non lo è quasi per nulla".

In quali luoghi è utile la mascherina

E la mascherina che da più parti si vorrebbe obbligatoria? "La mascherina serve in determinati contesti e quando sappiamo che non sarà possibile con certezza mantenere la distanza dagli altri. È fondamentale sui mezzi di trasporto pubblico, in aerei o treni, per esempio, ma anche in locali chiusi e di piccole dimensioni". Insomma, "dipende da cosa dobbiamo fare. Se sappiamo che andremo in luoghi chiusi e che forse non riusciremo a mantenere la distanza fisica dagli altri è meglio indossarla. Dobbiamo considerarla, per fare un altro esempio, un po’ come un impermeabile o un ombrello che ci portiamo dietro per proteggerci in caso dovesse piovere". 

Quando siamo all'aperto, o quando si corre la mascherina è invece "inutile" anzi "potrebbe addirittura essere un problema per la respirazione". 

"Basta una mascherina chirurgica"

Per quanto riguarda la tipologia, "basta una mascherina chirurgica, ben aderente al viso. Protegge mediamente gli altri dal 70 per cento delle nostre emissioni. Possiamo considerarlo quindi come un gesto di altruismo che, se fatto da ogni persona quando è necessario, ci protegge tutti". Nella normalità, spiega ancora l’igienista, le mascherine con la valvola "sono del tutto inappropriate” e andrebbero lasciate al personale sanitario.

Per quanto tempo si può indossare la stessa mascherina? "Il modello coreano prevede l’uso di due mascherine alla settimana, si può seguire questa regola e non è necessario quindi fare scorte di presidi per l’eternità. Naturalmente la mascherina va conservata con cura e, ribadiamolo, non va toccata se prima non ci si è lavati o disinfettati le mani".

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