Martedì, 3 Agosto 2021
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Lo studio sul mix di vaccini: "La risposta immunitaria è significativamente più forte"

I dati utilizzati dai ricercatori sono quelli dei partecipanti alla coorte di uno studio - Covid-19 Contact (CoCo) - che ha coinvolto operatori sanitari, sani e relativamente giovani

Vaccinazione classica con un unico vaccino anti covid per prima e seconda dose, oppure eterologa? È il dilemma che si sono trovati ad affrontare in molti, in diversi Paesi del mondo. In Italia, per esempio, gli under 60 vaccinati con AstraZeneca, per i quali per il richiamo è stato raccomandato di proseguire con un vaccino a mRna (Pfizer o Moderna). Ma quale dei due schemi offre le "performance" migliori in termini di protezione anche contro le varianti di Sars-CoV-2?

Se alcune ricerche hanno evidenziato una maggiore reattogenicità (produzione di reazioni avverse) per il mix di vaccini, un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine esplora sotto più profili l'aspetto immunogenico dei due protocolli vaccinali, uno omologo con AstraZeneca e l'altro eterologo con due prodotti scudo: AstraZeneca e BioNTech/Pfizer. E conclude che, sebbene entrambi i regimi potenzino le risposte sia umorali che cellulari, il gruppo che ha ricevuto il richiamo eterologo mostra "risposte immunitarie significativamente più forti".

Lo studio ha come primi autori un gruppo di scienziati dell'Institute of Immunology, Hannover Medical School (Germania). Gli esperti precisano che non si sono potuti escludere completamente eventuali fattori confondenti, in ogni caso analizzano vari dettagli della risposta immunitaria. Per esempio nel gruppo con richiamo eterologo i soggetti risultano aver sviluppato titoli più elevati di anticorpi anti-proteina Spike di entrambe le sottoclassi IgG e IgA. Anticorpi altamente efficienti nel neutralizzare tutte e tre le varianti di preoccupazione testate nello studio: quella Alfa identificata per la prima volta nel Regno Unito, la Beta isolata per la prima volta in Sudafrica e la Gamma, rilevata originariamente in Brasile. Non è stato invece possibile raccogliere dati sulla variante Delta.

Altro aspetto: le vaccinazioni eterologa e omologa hanno portato invece in misura simile all'espansione delle "cellule B di memoria", dato che evidenzia l'importanza in ogni caso della doppia dose per ottenere una protezione completa dall'infezione da Sars-CoV-2. I dati utilizzati dai ricercatori sono quelli dei partecipanti alla coorte di uno studio - Covid-19 Contact (CoCo) - che ha coinvolto operatori sanitari, sani e relativamente giovani. Ora, concludono, sarà di particolare importanza esaminare l'attività neutralizzante contro la variante Delta e misurare per quanto tempo si mantengono le risposte immunitarie protettive.

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