Sabato, 27 Febbraio 2021
Bari

"Raccontate questa storia quando parlate di vaccini": il messaggio del pediatra sui casi di morbillo in aumento

In poche ore è diventato virale il post di un pediatra barese dopo la notizia degli otto casi di morbillo diagnosticati all'ospedale Giovanni XXIII, fra cui un bambino di 11 mesi

Sono in corso verifiche interne sugli otto casi di morbillo accertati all'ospedale Giovanni XXIII di Bari, sulla dinamica dei fatti e sulla diffusione della patologia, per accertare se tutto sia partito dal primo caso diagnosticato, ossia quello di una bambina di 10 anni non vaccinata. Cinque pazienti sono minorenni - due sono stati già dimessi e altri tre ancora ricoverati ma in ripresa (due in età pediatrica e un 16enne). Tre adulti, invece, sono ricoverati nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari. Il virus ha colpito anche un bimbo di 11 mesi, ricoverato nello stesso reparto di malattie infettive del Giovanni XXIII nel quale era transitata anche la bambina lo scorso ottobre. 

Fonti della direzione sanitaria del Policlinico all'Ansa hanno spiegato che i casi "non sembrebbero collegati fra loro", ma la notizia ha riportato ancora una volta alla ribalta la questione dei vaccini ed è diventato virale il post scritto su Facebook da un pediatra della Asl di Bari, che ha commentato la notizia. "Non chiamiamola più immunità di gregge, chiamiamola immunità solidale", scrive Antonio Di Mauro.

Vaccini, Grillo: "Obbligo solo per morbillo, è il reale problema" 

"La vaccinazione è infatti un atto di protezione per se stessi ma è anche un atto di solidarietà verso il prossimo. Cancelliamo dal nostro vocabolario  "IMMUNITA' DI GREGGE" che agli occhi di chi ascolta ci fa sembrare tutte PECORE SENZA CERVELLO... e introduciamo la parola "IMMUNITA' SOLIDALE" che invece ci fa apparire tutti UOMINI CON UN CUORE". 

Si parla di un contagio a catena che avrebbe coinvolto circa 8 persone, tra cui anche un bimbo di soli 11 mesi.
A 11 mesi, secondo l'attuale calendario vaccinale, non puoi essere vaccinato per il Morbillo. Per essere vaccinato per il Morbillo devi compiere 13 mesi.
A 11 mesi sei un soggetto fortemente a rischio, non puoi vaccinarti, e hai bisogno che la società in cui vivi non faccia circolare il virus del morbillo.
Hai bisogno quindi che i bimbi più grandi di te, la tua famiglia e le famiglie che ti stanno attorno siano state vaccinate.
Devi quindi affidarti al mondo che ti circonda per essere protetto. Devi fidarti della Società! Devi fidarti del tuo "gregge".
Ora però il gregge è impazzito. Ha comportamenti deviati: calano le vaccinazioni, i bambini si ammalano, iniziano le epidemia, potrebbero scappare i morti...
Ai miei colleghi medici consiglio di raccontare questa vicenda nei loro studi quando parlano di vaccinazioni.

Il post, pubblicato sul profilo personale di Di Mauro e poi riportato dal medico in una pagina Facebook pubblica creata appositamente, ha ricevuto in meno di 24 ore oltre 10mila mi piace ed è stato condiviso da più di 11mila persone

Grillo: "Non possiamo abbassare la guardia sul morbillo"

"Sul morbillo non possiamo abbassarela guardia'', ha fatto sapere in una nota il ministro della Salute Giulia Grillo.''Pochi mesi fa - ricorda -  l'Oms ci ha richiamati proprio sui dati di copertura vaccinale che sono ancora troppo bassi. Occorre raggiungere in modo più efficace i soggetti suscettibili offrendo il vaccino anche agli adolescenti e ai giovani e al contempo mettere in campo azioni standardizzate e puntuali per prevenire la trasmissione negli ambienti a maggior rischio epidemico". Intanto ''il nuovo focolaio di morbillo segnalato a Bari, su cui sono ancora in corso accertamenti da parte delle autorità sanitarie nazionali e locali, evidenzia come il nostro Paese abbia ancora molto da fare per giungere ad eliminare questa patologia. Il ministero della Salute ha accelerato la predisposizione di un nuovo Piano per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita che già esisteva, ma che non era più aggiornato dal 2011. Una circolare sarà diffusa nei prossimi giorni con le linee guida per la standardizzazione dei protocolli di gestione''. 

A stretto giro di posta è arrivata la replica dell'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "La non vaccinazione prevista dalla legge, la mancanza di stringenti controlli e il senso d’impunità per chi vuole eludere la legge, finisce come denunciato dalle famiglie di bambini non vaccinabili, per colpire i soggetti più fragili, immunodepressi, bambini troppi piccoli per essere vaccinati, mettendone seriamente a rischio la salute". 

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