Mercoledì, 3 Marzo 2021

Rughe sulla fronte? Attenzione, sono la possibile spia di un problema gravissimo

Molte rughe sulla fronte sono la possibile spia di un cuore a rischio, un ulteriore segnale di allerta da tenere in considerazione. Ecco i risultati di uno studio presentato al Congresso della Società europea di cardiologia Esc

Come fare ad avere un'idea di come sta il nostro cuore? Oltre agli esami specifici e approfonditi, ovviamente, la prima cosa da fare è guardarsi allo specchio. La seconda è concentrarsi sulla fronte: più rughe ci sono, e più sono profonde, più è il caso di preoccuparsi e di correre ai ripari con dieta ed esercizio fisico. I solchi orizzontali fra le sopracciglia e l'attaccatura dei capelli, infatti, non sono solo l'impronta dell'età che avanza. Sono anche la 'firma' di un maggior rischio di infarto e di morte cardiovascolare.

Una sorta di fattore spia scritto in faccia, "un possibile nuovo marker di aterosclerosi" (l'indurimento e perdita di elasticità delle pareti delle arterie per la formazione di placche costituite da lipidi, ndr). Lo hanno scoperto Yolande Esquirol e i colleghi del Centro ospedaliero universitario di Tolosa in Francia, autori di uno studio presentato al Congresso della Società europea di cardiologia Esc, in corso in Germania a Monaco di Baviera. Siccome "non puoi vedere o sentire fattori di rischio cardiovascolare come il colesterolo alto o l'ipertensione", spiegano, gli scienziati si sono messi a caccia di un campanello d'allarme meno classico ma più evidente, di qualcosa che si potesse cogliere al primo sguardo. L'hanno trovato sul viso: "Le rughe della fronte rappresentano una 'red flag', una bandierina rossa che dovrebbe far scattare l'allarme e accertamenti più approfonditi su pressione arteriosa, grassi nel sangue, glicemia". Nonché cambiamenti nello stile di vita.

Lo studio sulle rughe sulla fronte

La ricerca ha coinvolto 3.200 adulti lavoratori, che all'inizio dello studio erano tutti sani e in diverse decadi d'età (32, 42, 52 e 62 anni). Per definire l'entità delle loro rughe frontali, gli autori hanno utilizzato uno score con punteggi da zero (niente rughe) a 3 (tante rughe profonde). I partecipanti sono stati seguiti per 20 anni, durante i quali 233 sono morti per varie cause. Fra quelli deceduti, il 15,2% aveva uno 'score rughe' di 2 o 3, il 6,6% uno score pari a 1 e il 2,1% a zero. Dopo aver corretto le analisi tenendo conto di tutti i possibili fattori confondenti (età, sesso, scolarità, tipo di lavoro, abitudine al fumo, pressione, frequenza cardiaca, diabete, livelli lipidici), gli scienziati hanno calcolato che le persone con score 1 erano lievemente più ad alto rischio di morte cardiovascolare rispetto a quelle con score zero. E che quelle con score a 2 o 3 avevano un rischio di decesso circa 10 volte superiore rispetto a quelli senza rughe. "Più alto è lo score-rughe - sentenzia Esquirol - più il rischio di mortalità cardiovascolare cresce". Perché? La ragione è ancora da capire, ma l'ipotesi è che le rughe sulla fronte siano in qualche modo legate all'aterosclerosi (l'indurimento delle 'autostrade del sangue' provocato dall'accumulo di placca), prima responsabile di infarto e altri eventi cardiovascolari. Da un lato c'è in effetti il fatto che i cambiamenti nel collagene e lo stress ossidativo sembrano giocare un ruolo sia nell'aterosclerosi sia nella formazione delle rughe. D'altra parte i vasi sanguigni sulla fronte, essendo particolarmente sottili, potrebbero essere più sensibili all'ingrossamento della placca aterosclerotica e funzionare dunque come segno precoce si invecchiamento vascolare.

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"Questa è la prima volta che viene stabilito un legame tra rughe frontali e rischio cardiovascolare", puntualizza Esquirol, aggiungendo con prudenza che "i nostri risultati andranno confermati da future ricerche". Ciò premesso, la misurazione dei solchi sulla fronte è "semplice ed economica", e secondo i cardiologi "potrebbe essere utilizzata dai medici in ambulatorio e in ospedale" per meglio mirare gli interventi di prevenzione. "La sfida - ammoniscono - è quella di arrivare abbastanza in anticipo per poter fare la differenza".

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Non è la prima volta che la scienza ricorre all'estetica per identificare possibili segnali premonitori di una sofferenza di cuore e arterie. In passato si sono indirizzati sulle 'zampe di gallina', le fastidiose pieghe attorno agli occhi, senza però rilevare alcun collegamento con la mortalità cardiovascolare. Sotto la lente sono finiti anche la calvizie maschile, le pliche presenti a volte sui lobi delle orecchie e lo xantelasma delle palpebre (depositi di colesterolo sottopelle). In questi casi è stato sì trovato un link con la salute del cuore, ma soltanto con un maggior rischio di malattia cardiovascolare e non anche di morte. Le rughe della fronte invece predirrebbero entrambe: non un semplice inestetismo, insomma, ma un indizio salvavita.
 

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