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Lunedì, 29 Novembre 2021
Salute

Allerta sigarette elettroniche, come stanno "davvero" le cose secondo i produttori

"Come Anafe invitiamo i vapers ad affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati, evitando l'acquisto di prodotti provenienti da canali illeciti ed evitando allo stesso tempo di modificare in alcun modo i liquidi acquistati dai rivenditori autorizzati" spiega Roccatti

In tanti si interrogano in questi giorni: le sigarette elettroniche sono "pericolose"? Chi svapa rischia qualcosa? E' bene fare chiarezza e fornire tutte le informazioni disponibili al momento. 

"Come Anafe invitiamo ancora una volta tutti i vapers, per gli acquisti di sigarette elettroniche e di liquidi, ad affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati, evitando l'acquisto di prodotti provenienti da canali illeciti ed evitando allo stesso tempo di modificare in alcun modo i liquidi acquistati dai rivenditori autorizzati". È quanto torna ad affermare Umberto Roccatti, Presidente di Anafe-Confindustria, anche a seguito delle dichiarazioni di Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha specificato come la nota diramata dallo stesso ISS sia precauzionale e volta a vigilare proprio su quel 7% di utilizzatori che acquistano in Internet i prodotti.

E-cig, le norme in Italia sono rigorose

"Non solo è fondamentale continuare a vigilare sul mercato, ma ugualmente importante è continuare a garantire una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e sul loro utilizzo come prodotti a rischio ridotto nella lotta al fumo tradizionale. Dobbiamo evitare che coloro che hanno intrapreso una strada per cercare di smettere di fumare tornino sui propri passi, tornando a usare le sigarette tradizionali il cui consumo provoca, ogni anno e solo in Italia, 80.000 morti" prosegue il Presidente Roccatti. "Come Anafe siamo stati e saremo sempre a disposizione delle Istituzioni per lavorare insieme e tutelare la salute e l'incolumità di tutti i consumatori. Questo è un tema che necessita di un'informazione obiettiva e chiara, come quella riportata dall`istituto statunitense Center for Disease Control and Prevention (CDC), in accordo con la Food and Drug Administration, a proposito dei casi registrati in America negli ultimi mesi: le patologie riscontrate sono legate all'utilizzo di liquidi contenenti THC, sostanza vietata in Italia all`interno dei liquidi da inalazione".

"Crediamo sia estremamente importante ribadire che i prodotti commercializzati nel nostro Paese, a differenza di quelli statunitensi, sono sottoposti a una rigorosa normativa" aggiunge Roccatti. Infatti, la Direttiva europea del 2014 impone, tra le altre cose, ai produttori di sigarette elettroniche di comunicare al Ministero della Salute, con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla commercializzazione, tutte le caratteristiche sia dell'hardware che dei liquidi con nicotina, tra cui le componenti, le emissioni e i dati tossicologici.

Sigarette elettroniche, perché è scattata l'allerta in Italia

Perché si parla tanto di sigarette elettroniche in queste ore? E' presto detto. Il Sistema nazionale di allerta precoce (Snap) sulle nuove sostanze psicoattive - coordinato dal Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità (Iss) - ha infatti diramato al Ministero della Salute e agli assessorati regionali di tutta Italia "un'allerta di grado 2 - livello intermedio su una scala di tre - sulle sigarette elettroniche, sulla base delle segnalazioni ricevute dall'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for drugs and drug addiction-Emcdda)".

Nessuno vuole sottovalutare il focolaio di malattia polmonare che potrebbe essere associato all'uso di prodotti per e-cig (in particolare alcuni liquidi) registrato negli Stati Uniti. In Italia sono circa 900mila gli svapatori con più di 15 anni di età. "L'assenza di un nesso di causalità tra i casi di malattia polmonare e una singola sostanza, marchio o metodo di utilizzo lascia i Paesi europei, tra cui l'Italia, in una situazione di allerta - chiarisce l'Iss sul proprio sito -. Proprio perché la sigaretta elettronica è un 'sistema aperto' in cui si può inserire il prodotto che si preferisce, è fondamentale fare estrema attenzione alle modalità di utilizzo di questi dispositivi".

Secondo i dati aggiornati a 20 giorni fa 48 Stati americani hanno segnalato ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) 1.080 casi e diciotto decessi. Tutti i pazienti hanno riferito di usare sigarette elettroniche, dispositivo che permette di inalare vapore, generalmente aromatizzato e contenente quantità variabili di nicotina, senza che avvenga combustione del tabacco come nella sigaretta tradizionale. "E' necessario un atteggiamento di massima prudenza - sottolinea l'Iss -. Troppe sono ancora le informazioni che non si conoscono sugli effetti sulla salute, specialmente a lungo termine, di questi prodotti ed è importante che operatori sanitari e cittadini siano informati su 'ciò che non sappiamo'".


Al momento a causa della relativamente recente affermazione sul mercato della sigaretta elettronica (detta anche e-cigarette o e-cig) , non esistono grossi studi sulla tossicità o meno derivante dall'inalazione delle sostanze contenute nelle e-cig.

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