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Sabato, 13 Agosto 2022
L'allerta

Vaiolo delle scimmie, i casi aumentano ancora: la mappa dei contagi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica un incremento del 62% in una settimana. Il monito: "E' probabile che il numero sia sottostimato"

Crescono ancora i casi di vaiolo delle scimmie accertati. Al 22 giugno l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha censito 3.413 infezioni in aree in cui non è endemica, con un aumento del 62% in una settimana (erano 2.103 casi nella rilevazione al 15 giugno). I numeri reali potrebbero essere più alti. La stessa Organizzazione mondiale della sanità avverte: "E' probabile che il numero sia sottostimato".

L'epicentro dell'epidemia rimane l'Europa con l'86% dei casi (2.933): 524 nel Regno Unito, 313 in Spagna, 263 in Germania, 241 in Portogallo, 125 in Francia, 80 in Olanda, 68 in Italia. Fuori del Vecchio Continente il maggior numero di casi si registra in Canada (159) e Usa (72).  

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L'Oms segnala la mancanza di riconoscimento clinico precoce di un'infezione precedentemente nota solo in una manciata di Paesi e la carenza di meccanismi di sorveglianza per una malattia precedentemente "sconosciuta" alla maggior parte sistemi sanitari". Inoltre, non è da escludere "un maggiore impatto sulla salute con una più ampia diffusione nei gruppi vulnerabili", si legge nel documento. Per l'Oms l'epidemia "per il momento non costituisce un'emergenza sanitaria pubblica" ma ha riconosciuto la natura "di emergenza dell'evento e che il controllo dell'ulteriore diffusione di questo focolaio richiede un'intensificazione degli sforzi nella risposta".

Il vaccino contro il vaiolo delle scimmie

Parallelamente al monitoraggio dei contagi, ci si nuove sul fronte vaccini. L'Agenzia europea del farmaco Ema ha chiarito che quello già autorizzato negli Stati Uniti per la prevenzione del vaiolo delle scimmie si può utilizzare anche in Ue. E' stata avviata la revisione per il prodotto - che in Ue si chiama Imvanex e al momento è approvato solo contro il vaiolo umano - per estendere l'indicazione anche al vaiolo delle scimmie. "Le forniture di Imvanex sono attualmente molto limitate nell'Unione europea", sottolinea l'ente regolatorio. Ma siccome Imvanex, commercializzato negli Usa come Jynneos, negli States è autorizzato anche per la prevenzione del vaiolo delle scimmie, "considerando la disponibilità limitata di Imvanex, la Task force di emergenza (Etf) dell'Ema - spiega l'agenzia - ha raccomandato che Jynneos possa essere utilizzato per fornire protezione contro il vaiolo delle scimmie nell'Ue". In questo modo l'Etf intende "supportare le autorità nazionali che potrebbero decidere, come misura temporanea, di importare Jynneos dagli Stati Uniti alla luce dei tassi crescenti di infezione" da Monkeypox virus "in tutta l'Ue".  

Al momento, come si legge sul sito dell'Istituto superiore di sanità, è possibile che le persone che sono state vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) siano a minor rischio di infezione. Nell’attuale contesto epidemiologico non è raccomandata la vaccinazione per la popolazione generale. La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall'esposizione) può essere presa in considerazione "per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici".

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