Disturbi alimentari, non ci sono solo anoressia e bulimia: cos'è la vigoressia

Sono in aumento i casi riscontrati nei ragazzini di 11-12 anni. Oltre alle patologie più conosciute si sta facendo strada una forma meno nota, che riguarda l'ossessione per il proprio aspetto fisico: ecco di cosa si tratta

Un partecipante a Miss & Mister America IFBB Cup (FOTO ANSA)

I disturbi alimentari restano un grave problema sanitario già conclamato, ma il vero allarme riguarda i più piccoli: sono in crescita infatti i casi che riguardano i ragazzini tra gli 11 e i 12 anni. Casi in cui specchio e bilancia diventano dei nemici, tra chi rifiuta il cibo e chi invece si abbuffa come se non ci fosse un domani. Ma tra anoressia e bulimia, patologia già conosciute, ha preso piede anche la vigoressia (o anoressia riversa), come segnala Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo Ini, Istituto neurotraumatologico italiano. 

Sotto accusa un profondo disagio che trasforma la voglia di essere 'magri e belli' in una patologia, aggravato dall'utilizzo dei social, che consentono di creare profili online, utilizzati in questo caso per mettersi in mostra in una vetrina cui tutti hanno libero accesso e, dunque, facilitando confronti con modelli di bellezza irraggiungibili.

Cos'è la vigoressia

In campo medico questa patologia viene definita anche come anoressia riversa, dismorfia muscolare, vigoressia o bigoressia, dall'inglese muscle dysmorphia o bigorexia. Si tratta di un disturbo dell'immagine corporea, che si differenzia dall'anoressia nervosa in quanto l'immagine finale della persona disfunzionale è opposta a quella del soggetto affetto da anoressia. Una caratteristica di questo disturbo è rappresentata dall'ossessione quanto riguarda la propria massa muscolare, anche a discapito della propria salute. Il soggetto affetto da vigoressia, non ottendendo i risultati sperati, può arrivare anche all'assunzione di farmaci per aumentare la tonicità muscolare, ma che possono rivelarsi tossici per l'organismo. 

"I disturbi dell'alimentazione sono diversi - ricorda Venditti - L'anoressia e bulimia, legate al controllo del peso (nel primo caso una restrizione patologica alimentare che porta ad un forte dimagrimento e nel secondo con mangiate incontrollate a cui seguono condotte compensative quali vomito, abuso di lassativi/diuretici e sport estremo), sono i più diffusi, soprattutto per le donne, che più spesso tendono a seguire modelli di bellezza estetica. Stanno però aumentando le forme miste, in cui si passa dall'anoressia nervosa alla bulimia nelle diverse fasi della vita, e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso che porta frequentemente all'obesità: è stimato che circa il 30% degli obesi sia affetto da questo disturbo".

L'identikit dei disturbi alimentari

Qual è dunque l'identikit della persona che ha problemi con il cibo? "I disturbi alimentari colpiscono più le donne (soprattutto per anoressia e bulimia), l'esordio è più frequente nell'adolescenza - prosegue l'esperta - Ma l'età si sta abbassando, già con l'ingresso nella scuola media ci si sente donne, ci si trucca, si utilizzano i cellulari come vetrina e c'è il desiderio di essere belle. Il problema è aumentato anche negli uomini, sempre più attenti al fisico: la vigoressia, o anoressia reversa, è una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l'allenamento, la massa magra, una dieta ipocalorica e iperproteica, uno stile alimentare dannoso per ottenere un fisico pompato, a cui spesso si aggiunge l'uso di sostanze illegali per raggiungere l'obiettivo".

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L'allarme per i più piccoli

"I bambini nascono sani, con bisogni di fame e sazietà che fanno regolare il peso - osserva Venditti, responsabile del Corso 'Per dimagrire fai pace con il cibo' che si tiene in questi giorni presso la struttura Villa Alba del Gruppo Ini - Poi subentrano tutta una serie di condizionamenti, ad esempio familiari. Ci sono famiglie che elogiano troppo la magrezza, che mettono i figli a dieta da piccoli. Decidono gli altri cosa mangiare, iniziano i divieti e il cibo diventa un nemico".

"Un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare (con crisi eccessive se non si riescono a rispettare le regole imposte), difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo" e resti trovati "in posti anomali (camera da letto, armadi, cassetti per bulimia e binge eating), rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare, problemi gastrointestinali sono alcuni esempi dei campanelli d'allarme".

"L'alimentazione è una funzione biologica primaria e quando viene compromessa, è compromessa gran parte della vita anche nelle relazioni sociali - conclude - Le diete da sole non sono risolutive perché non si tratta di un problema di linea ma di disagio e insicurezza, di attenzione morbosa verso il corpo. E la restrizione alimentare non lo risolve bensì lo amplifica". Secondo l'esperta "bisogna imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi per comprendere quali sono i reali motivi che hanno portato alla compromissione di questo comportamento".

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