Giovedì, 24 Giugno 2021
Scienza

Aids: scoperta difesa naturale, tutto grazie a uno studio italiano

Un team di ricercatori dell'università di Trento ha individuato una proteina cellulare che può bloccare la diffusione del virus. La ricerca è stata pubblicata sull'importante rivista scientifica Nature

Si chiama Serinc5 la proteina cellulare che dà speranza a chi lotta contro l'Hiv. Presente sulla superficie delle cellule, giocherebbe un ruolo importantissimo nella capacità del virus di causare l'Aids. La propagazione dell'Hiv nelle cellule umane dipenderebbe dalla sua abilità a eludere questa difesa naturale che fino a poco tempo fa era sconosciuta. Una scoperta incredibile, frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori coordinati dal Centro per la biologia integrata (Cibio) dell'università di Trento. Lo studio è stato pubblicato sulla nota rivista scientifica Nature e dà vita a nuove strategie terapeutiche contro l'infezione. 

Serinc5 è stata scoperta studiando i geni espressi dalle cellule che producono l’Hiv. Secondo la ricerca degli studiosi italiani questa proteina di membrana è capace di neutralizzare l’Hiv: "Nel momento in cui il virus inizia a replicarsi per disseminare l’infezione a tutto l’organismo, interviene Serinc5: attende che i nuovi virus escano dalla cellula per 'attaccarli' e renderli incapaci di propagare l’infezione" spiega Massimo Pizzato, coordinatore dello studio. Il virusè capace però di aggirare questo ostacolo: lo fa grazie alla Nef, un'altra proteina che il virus usa per diffondersi e causare la malattia. "Abbiamo scoperto come ciò avviene: Nef interferisce con l’azione di Serinc5, rimuovendola dalla superficie cellulare, eludendone così l’azione antivirale. Alla luce di questa nuova osservazione non stupisce quando visto in passato, ovvero che i virus incapaci di produrre Nef portano allo sviluppo dell’Aids molto più tardi o non lo fanno affatto" continua Pizzato. 

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Il gruppo di ricerca che ha lavorato allo studio | Foto da TrentoToday

Ma le speranze per un avanzamento ci sono: "Non sono ancora chiari i meccanismi con cui Nef e Serinc5 interagiscono tra loro, ma studiandoli si potrebbe aprire la porta a nuove strategie per combattere l’infezione, per esempio ricorrendo a farmaci capaci di evitare questa interazione e lasciare così a Serinc5 la possibilità di svolgere il suo ruolo difensivo fino in fondo" ipotizza Pizzato.

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