Domenica, 29 Novembre 2020
La cura / Stati Uniti d'America

Anticorpi monoclonali: il nuovo farmaco per il coronavirus è il Bamlanivimab

Negli Stati Uniti è arrivata l'approvazione dell'Fda. Si tratta dello stesso strumento utilizzato per curare il presidente Trump

Non solo la corsa al vaccino contro la Covid tiene banco tra le cure. Oltre a quella che dovrebbe essere la soluzione, più o meno definitiva al problema, sono in corso ricerche anche su soluzioni d'emergenza. È il caso degli anticorpi monoclonali che sembra riescano a dare dei risultati quando i sintomi della malattia già si sono manifestati da qualche giorno. In particolare sembra che se somministrati nel momento giusto del decorso della malattia, ovvero prima che attacchi in maniera irreversibile i polmoni, riescano a dare risultati importanti. A confermarlo c'è la decisione della Fda, Food and Drug Administration degli Stati Uniti. L'ente che si occupa di approvare i farmaci ha, infatti, dato il via libera all'utilizzo di un anticorpo monoclonale neutralizzante ma solo in situazioni d'emergenza.

Il farmaco Bamlanivimab

Si tratta del Bamlanivimab, prodotto dalla compagnia Eli Lilly. L'utilizzo di questo farmaco sarebbe molto utile nei casi di sintomi lievi o moderati, prima che si aggravino ulteriormente. Nei primi giorni di comparsa del sintomo, sembra che l'anticorpo possa essere utile a bloccare il decorso della malattia. La decisione della Fda è arrivata lo scorso 9 novembre. Al momento gli unici dati a disposizione riguardo questo farmaco sono stati pubblicati in uno studio pubblicato dalla rivista scientifica New England Journal of Medicine. Nello studio sono stati coinvolti 452 pazienti che presentavano sintomi non gravi. A una parte di loro è stato somministrato il farmaco mentre agli altri un placebo. La risposta di coloro che hanno ricevuto il farmaco è stata migliore rispetto a coloro che hanno avuto il placebo anche se non con cifre nettamente superiori. Coloro che hanno avuto il farmaco hanno avuto una diminuzione dei sintomi nel doppio dei casi rispetto a quelli che hanno affrontato la malattia senza. Una buona risposta è stata data in percentuale anche rispetto al fatto che coloro che hanno ricevuto il farmaco sono stati ospedalizzati meno rispetto a quelli che non l'hanno ricevuto. L'1,6% col farmaco contro il 6,3% che ha proseguito senza. Risultati positivi anche se in maniera modesta che non permettono di garantire l'efficacia della cura su larga scala.

Gli anticorpi utilizzati da Trump

Degli anticorpi monoclonali si parla da mesi e l'argomento, in particolare la loro reale efficacia, era tornato agli onori delle cronache dopo la guarigione del presidente uscente Donald Trump. Il tycoon si ristabilì, infatti, in pochi giorni e più fonti concordano con il fatto che il suo caso sia stato trattato con un costosissimo cocktail di farmaci tra cui anche gli anticorpi monoclonali neutralizzanti. La stessa categoria del Bamlanivimab che viene somministrato a circa 10 giorni dalla comparsa dei sintomi per via endovenosa. Il farmaco ricevuto da Trump è stato prodotto dalla Regeneron che pure ha condotto uno studio su 799 pazienti. Al momento i risultati di questo studio non sono ancora stati resi noti anche se dalla casa farmaceutica annunciano che i risultati sono incoraggianti.

Quanto costa la cura con anticorpi monoclonali

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