Martedì, 27 Luglio 2021
SALUTE

Morti improvvise in giovani atleti: le cause

Un fenomeno molto particolare e preoccupante. Ecco cosa si sa a livello scientifico

29 anni, corridore abbastanza allenato e certificato medico recente. Eppure Fabio Cappello è morto al termine della gara Stramilano, dopo un'inutile corsa all'ospedale. Come mai?

Sono numerosi i casi di atleti che, seppur allenati, vengono colti da forti malori o perdono addirittura la vita. La FondazioneVeronesi ha cercato di fare il punto della situazione, per cercare di motivare come mai capitino alcuni episodi drammatici del genere, nonostante gli intensi controlli medici.

Si potrebbe pensare in effetti alla superficialità dei test, eppure questo non è vero e non riguarda solamente i professionisti. In generale il sistema italiano è molto efficace ed è nelle mire di paesi come gli Stati Uniti. Nonostante questo, però, non è facile diagnosticare la probabilità di morte improvvisa, perché entrano in gioco numerosi fattori. A volte si tratta di fattori ereditari, che possono essere monitorati e che rendono la diagnosi più facili, altre volte si parla invece di fattori acquisiti, ovvero complicazioni di infezioni che possono portare a problemi inizialmente non visibili.

Come descrive sempre sul sito della fondazione la professoressa Silvia Priori, un esempio tipico è la miocardite, infiammazione della parete cardiaca dovuta a virus, batteri o funghi che può provocare scompensi cardiaci, aritmie e rischio di arresto cardiaco.

Apparentemente più semplice è invece la diagnosi di patologie genetiche come la sindrome del QT lungo caratterizzata da battiti irregolari e diagnosticabile con un elettrocardiogramma; il problema in questo caso è che un "tracciato" normale può diventare patologico in condizioni particolari, come un allenamento intenso.

Un altro caso è la cardiomiopatia aritmogena, patologia in cui il muscolo cardiaco è sostituito da tessuto adiposo o fibroso. Come descritto su OggiScienza.it, il 20% delle morti di giovani atleti è dovuto a questa malattia, di cui si sa molto poco e si sta ancora cercando un metodo di diagnosi.

In generale la questione è delicata, perché un test genetico servirebbe solo a confermare una malattia cardiaca e non a escluderla. Inoltre, dal momento che non si conoscono bene i meccanismi e le cause è difficile impostare un'efficace opera di prevenzione. Quello che si consiglia di fare, quindi, è valutare costantemente le condizioni di salute dell'atleta in strutture adeguate, facendo particolare attenzione a piccoli segni e sintomi che potrebbero far sospettare una malattia.

In conclusione, le morti improvvise sono solamente in parte spiegabili e diagnosticabili, anche se si sta lavorando per avere un sistema sanitario adeguato e una ricerca finalizzata a comprendere cause e possibili trattamenti delle malattie più comuni connesse a questi particolari eventi.

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