Sabato, 10 Aprile 2021
SALUTE

Più tumori infantili nella Terra dei Fuochi? Veronesi: "Dati in linea con le altre zone a rischio"

La situazione è critica ma, secondo la Fondazione, non è assolutamente scontato che le morti 'oncologiche' siano dovute all'inquinamento

I tumori infantili sono più diffusi nella Terra dei Fuochi? La risposta sembrerebbe scontata (cioè sì), dato che in quell'area, tra le province di Napoli e Caserta, sono avvenuti sversamenti decennali di rifiuti e sostanze tossiche illegali, eppure l'argomento è troppo complesso e delicato per dare una risposta approssimativa non basata sui fatti.

La Fondazione Veronesi ha cercato di fare il punto. I dati iniziali del Rapporto Istisan 2014 dell'Istituto Superiore di Sanità, proprio sulla mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale infantile di quella zona, sembrerebbo dare un inquietante esito positivo. In particolare si parla di un critico problema di salute nei neonati, con un numero elevato di bambini "ricoverati per malattie oncologiche". Questi dati però sono in contrasto con quanto riferito dall'Associazione italiana di oncologia ed ematologia pediatrica (Aieop), secondo cui non vi sarebbe stato alcun aumento delle diagnosi di tumore.

Cos'è successo? I dati dell'Istituto Superiore di Sanità mostrano un quadro da tenere sotto controllo, ma non è sufficiente, perché questo non dice che le diagnosi siano dovute all'inquinamento ambientale peculiare della zona campana. I dati osservati dall'Aieop, in realtà, non sono molto diversi. La differenza sta nel fatto che quest'ultimi derivano da un registro attivo dal 1989 che riguarda la quasi totalità dei bambini con malattie tumorali in Campania. Inoltre, se l'Aieop ha misurato il numero delle diagnosi, l'Istituto Supueriore di Sanità si è concentrato sulle dimissioni dagli ospedali.

In conclusione, spiega la Fondazione Veronesi, i dati sembrano essere piuttosto preoccupanti, ma ancora preliminari e non è assolutamente scontato che le morti "oncologiche" siano dovute all'inquinamento, anche perché i dati sono in linea con il resto del paese. Vi è inoltre, ha spiegato Franca Fagioli, direttore del reparto di oncoematologia pediatrica a Torino, una questione di piccoli numeri che rende ancora più complicata l'analisi.

Dai dati disponibili, sembra che la situazione nella Terra dei Fuochi sia critica, ma non diversa da quella di altre zone a rischio, come Taranto o Porto Torres. In generale non ci sono differenze sostanziali per le aree geografiche, tanto che il rapporto tra i casi osservati e quelli attesi risulta molto simile tra Nord, Centro e Sud: questo significa che almeno al momento scarseggiano i dati disponibili per poter affermare una relazione netta tra le mortalità e l'inquinamento.
 

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