Mercoledì, 23 Giugno 2021

Vaccino per tutti: l'appello di Bill Gates sul coronavirus

L'ex Ceo di Microsoft dice che oltre a sostenere la capacità produttiva, occorre finanziare i miliardi di dosi vaccinali da destinare ai Paesi più poveri

Vaccino per tutti e si eviterà il disastro. Bill Gates firma oggi un appello sul Corriere della Sera sull'emergenza coronavirus ricordando che gli Stati meno abbienti rischiano di immunizzare solo il14 per cento della popolazione e che così le vittime raddoppierebbero portando a una catastrofe morale. L'ex Ceo di Microsoft dice che oltre a sostenere la capacità produttiva, occorre finanziare i miliardi di dosi vaccinali da destinare ai Paesi più poveri.

È qui che entra in gioco l’Act Accelerator, l’iniziativa promossa da organizzazioni come Gavi e Global Fund. Benché ancora sconosciute a molti, queste agenzie hanno alle spalle due decenni di esperienza nel finanziamento di vaccini, farmaci e dispositivi diagnostici. Le società farmaceutiche si sono adoperate per agevolare i pagamenti, rinunciando a ogni forma di profitto sui vaccini contro il Covid-19, e impegnandosi a renderli accessibili a tutti.

Ma occorrono anche investimenti pubblici. Il Regno Unito è un buon esempio per tutte le nazioni ricche: ha donato all’Accelerator i fondi necessari per procurare centinaia di milioni di dosi di vaccino per i Paesi poveri. Il premier italiano Conte è stato tra i primi a riconoscere l’esigenza di una risposta multilaterale al Covid-19, e ha giustamente inserito la risposta equa e globale alla pandemia tra le priorità dell’agenda italiana del G20 nel 2021. Ma occorre fare di più, e intervenire con più generosità.

E occorre rafforzare i servizi sanitari, per garantire personale e infrastrutture in grado di distribuire i vaccini alla popolazione mondiale:

Abbiamo molto da imparare dagli sforzi tuttora in corso per eradicare la poliomielite. Tra le immagini più famose della campagna antipolio in India, ce n’è una che raffigura una fila di operatori sanitari, che avanzano reggendo sulla testa i contenitori termici per i vaccini, immersi fino alla cintura nell’acqua, in zone alluvionate, per raggiungere i villaggi più sperduti. Una simile rete di operatori sanitari di base sarà necessaria per individuare i casi di Covid-19 nei luoghi più poveri del mondo, affinché si raggiungano anche le zone più impervie, dove non esistono strade.

Con l’ausilio di dispositivi diagnostici, questi operatori saranno in grado di lanciare l’allarme, qualora un’altra malattia faccia il salto di specie, da un pipistrello –o altro volatile – fino a infettare l’uomo. In altre parole, la battaglia per sconfiggere il Covid-19 ci consentirà di mettere in piedi un sistema che potrebbe ridurre il rischio di nuove pandemie negli anni a venire.

Studiandone la storia, ho imparato che le pandemie tendono a creare una dinamica assai sorprendente tra interesse personale e altruismo. Le pandemie rappresentano quei rari casi in cui la reazione istintiva di un Paese a salvare se stesso va di pari passo con l’impulso ad aiutare gli altri. E scopriamo che interesse personale e altruismo – garantire cioè l’accesso ai vaccini anche alle nazioni povere – sono la stessa identica cosa. 

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Fonte: Corriere della Sera →
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