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Lunedì, 20 Maggio 2024
Estinzione mancata

Quando l'uomo si era quasi estinto per colpa del clima

Un nuovo studio su Science ha identificato un improvviso crollo nella popolazione dei nostri antenati circa 900mila anni fa. La causa: il cambiamento climatico

La storia evolutiva della nostra specie è un’avventura lunga milioni di anni, di cui moltissime tappe sono ancora avvolte nel mistero. Un nuovo studio realizzato da scienziati italiani e cinesi getta oggi luce su quella che potrebbe essere stata una delle più critiche: un repentino calo nella popolazione dei nostri antenati avvenuto circa 900mila anni fa, che li ha praticamente portati all’estinzione, lasciando appena un migliaia di esemplari a dare origine all’ultimo antenato comune tra sapiens, Neanderthal e denisoviani. 

Un collo di bottiglia genetico

Lo studio, pubblicato su Science, nasce per rispondere a uno dei misteri che circondano ancora oggi la nostra specie, ovvero la bassa diversità genetica che abbiamo rispetto ad altre specie di primati. Nel genoma della specie umana esistono infatti meno versioni alternative di ogni singolo gene (o alleli) rispetto a quanto non capiti, ad esempio, negli scimpanzé: due scimpanzé che abitano nella stessa foresta africana sono in media meno simili sul piano genetico di quanto non lo siano due persone che abitano in continente differenti. 

estinzione ominidi

Quando si parla di evoluzione, una riduzione del pool genetico di una specie viene solitamente associata ad un cosiddetto collo di bottiglia evolutivo: un qualche fenomeno che ha fatto sì che una nuova specie abbia avuto origine da un numero ridotto di esemplari, dotati quindi di un repertorio genetico estremamente contenuto. Si sospettava da tempo che fosse successo qualcosa del genere anche nel passato dell’Homo sapiens, ma fino ad oggi mancavano informazioni concrete su come, e quando, potesse essere avvenuta una drastica riduzione nella popolazione dei nostri antenati. 

Una tecnica innovativa

Nel loro studio, i ricercatori cinesi hanno sequenziato il genoma di oltre 3mila persone appartenenti a 50 popolazioni differenti (10 africane e 40 sparse per il resto del mondo), studiando una manciata di geni per calcolare quanto sia stata numerosa la popolazione umana in diversi momenti del nostro passato. La tecnica utilizzata è estremamente complessa, ma fondamentalmente si basa sul fatto che conosciamo il tasso con cui si accumulano in media nuove mutazione nel nostro genoma, ed è quindi possibile osservare i cambiamenti accumulati nei geni per ricostruire quanto tempo è passato da quando due popolazioni si sono separate. E siccome anche la dimensione di una popolazione influenza il tempo che impiegano nuove mutazioni genetiche ad accumularsi nel suo genoma, è possibile anche stimare quanti individui formassero la popolazione in un dato momento del passato.

Grazie alla loro tecnica, i ricercatori cinesi hanno identificato un punto nella storia evolutiva della nostra specie, risalente a circa 930mila anni fa, in cui il numero di individui che la componevano si è ridotto di colpo circa del 99%, crollando da quasi 100mila adulti in età riproduttiva ad appena 1.280. Praticamente un’estinzione sfiorata, che ha mantenuto limitatissima la popolazione dei nostri antenati fino a 813mila anni fa. 

Disastro climatico?

Cosa possa averla provocata non è dato saperlo, ma gli autori dello studio ritengono che si sia trattato con ogni probabilità di un qualche evento climatico, come una piccola glaciazione o una siccità prolungata, che ha messo a dura prova la sopravvivenza dei nostri antenati. Non tutti gli esperti, comunque, concordano con i risultati dello studio. “L’ipotesi di un crollo globale della popolazione non è compatibile con gli indizi archeologici e fossili che abbiamo a disposizione”, racconta ad esempio in un articolo su Science Nicholas Ashton, archeologo del British Museum specializzato nello studio del Paleolitico. “Rimangono molte domande quindi su cosa possa aver causato il collo di bottiglia, e cosa, dopo 120mila anni, abbia portato nuovamente all’espansione della popolazione”. 

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