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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Circuiti elettrici nella carne, come in Blade Runner: un altro passo verso i replicanti

L’invenzione, descritta su Science, potrebbe aiutare a curare gravi patologie cerebrali, e in futuro potrebbe aprire le porte a una nuova era per l’integrazione tra computer ed esseri viventi

Circuiti elettronici morbidi come i tessuti biologici, e costruiti direttamente all’interno di un organismo vivente. L’incredibile invenzione arriva dalla Svezia, ed è descritta sull’ultimo numero di Science: polimeri conduttivi biocompatibili che potrebbero rivoluzionare lo studio della biologia, aiutare a curare gravi malattie neurodegenerative e portare allo sviluppo di avveniristiche interfacce computer-cervello, che ci porterebbero un passo più vicini alla perfetta integrazione tra esseri viventi e dispositivi tecnologici.

Fino ad oggi, infatti, la combinazione di organismi biologici e dispositivi elettronici è stata rallentata dalla natura statica e rigida di questi, che mal si combina con i tessuti di un essere vivente, per loro natura morbidi e flessibili. Per superare questi limiti, i ricercatori svedesi hanno deciso di utilizzare una sostanza polimerica, che ha quindi caratteristiche simili a quelle dei tessuti biologici, inventando un sistema che evita la necessità di impiantare i circuiti all’interno dei tessuti con un’operazione chirurgica (di per sé invasiva e dannosa), creandoli direttamente all’interno dell’organismo.

“Per decenni abbiamo tentato di creare dispositivi elettronici che mimassero quelli biologici – spiega Magnus Berggren, dell’Università di Linköping – Ora lasciamo che sia invece la biologia a creare i circuiti elettronici per noi”. Il risultato di questa rivoluzione concettuale è un gel che contiene gli ingredienti per la creazione dei circuiti (degli enzimi), e che una volta iniettato in un organismo vivente viene attivato dall’ambiente biologico, si trasforma in un polimero e inizia a condurre elettricità.

Per ora, il gel è stato testato con pesci zebra e sanguisughe, dimostrando che è sicuro ed efficace, e che permette di scegliere con elevata precisione il bersaglio che si vuole raggiungere. Già così, offre l’opportunità di creare un collegamento con nervi e strutture cerebrali che fino ad oggi si dovevano raggiungere impiantando un elettrodo. Ma con un po’ di lavoro, in futuro il gel potrebbe essere perfezionato, fino a consentire la creazione di complessi circuiti elettrici all’interno degli organismi viventi, con cui collegare con un’efficienza ad oggi impensabile computer ad animali o persone.

“I nostri risultati aprono le porte a modi completamente nuovi di pensare l’elettronica e la biologia”, sottolinea Hanne Biesmans, dell’Università di Linköping. “Abbiamo ancora diversi problemi da risolvere prima di arrivarci, ma questo primo studio è un punto di partenza perfetto per le ricerche future”.

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