Martedì, 22 Giugno 2021
Lo studio / Roma

Il video che mostra come il coronavirus viaggia nell'aria dopo un colpo di tosse

I ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno ricostruito con una simulazione 3D i movimenti del Sars-Cov2 negli ambienti chiusi. E il possibile ruolo "salvifico" dell'aria condizionata

Per diversi mesi si è parlato dell'impatto che può avere anche un singolo colpo di tosse senza mascherina, fatto in presenza di altre persone, nella diffusione del Coronavirus. Adesso uno studio riesce a ricostruire perfettamente il viaggio del virus all'interno di una stanza chiusa. A realizzarlo sono stati i ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù che attraverso una simulazione 3D hanno ricostruito i movimenti del Sars-Cov2 negli ambienti chiusi. Inoltre sono riusciti a calcolare l'impatto che possono avere nella diffusione del virus anche i sistemi di areazione. In particolare sono riusciti a osservare sia i movimenti delle cosiddette goccioline, il droplet, che quelle microscopiche che vengono emesse con il respiro e generano la cosiddetta aerosol.

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L'esperimento

L'esperimento è stato realizzato dal dipartimento di Diagnostica per Immagini e dalla direzione sanitaria del Bambino Gesù, in collaborazione con gli ingegneri di Ergon Research e la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) per la supervisione tecnico-scientifica. Gli scienziati hanno ricreato una sala d'aspetto di un pronto soccorso. All'interno hanno piazzato sei bambini e sei adulti, tutti senza mascherina. Attraverso l'utilizzo della simulazione “fluidodinamica computazionale” (Cfd- Computational Fluid Dynamics), i ricercatori hanno osservato i movimenti sia delle goccioline che dell'aerosol nei 30 secondi successivi al colpo di tosse. Gli esperti hanno realizzato tre scenari: con il sistema di aerazione spento, a velocità standard e a velocità doppia dello stesso.

I risultati

Dall'analisi dei dati ottenuti, come prima evidenza è stato dimostrato il ruolo che l'aria condizionata può svolgere nella diffusione del virus nella stanza. Tenerla spenta riesce a ridurre la portata del viaggio del virus. È stato calcolato che spegnendo il condizionatore, le persone che sono più vicine al soggetto che tossisce, 1,76 nella simulazione, respirano l'11% di aria contaminata. Coloro invece che sono più lontani, seduti a una distanza di quattro metri, non vengono raggiunti dall'aria contaminata. I risultati cambiano nel momento in cui viene attivata la velocità doppia del condizionatore. In quel caso le particelle infette riescono ad arrivare anche alle persone più lontane attraverso la cosiddetta aerosol. L'elemento più interessante sta nel fatto che però la concentrazione dell'infezione all'interno delle particelle è molto più ridotta. Sembra infatti che l'aria condizionata, impostata a velocità doppia, riesca ad abbattere la concentrazione dell'infezione all'interno dell'aria del 99,4%. Alle persone più vicine arriva lo 0,3% dell'area infetta mentre a quelli più lontani, arriva solo 0,08%. Di fatto si tratta di percentuali irrisorie ai fini del contagio. Utilizzare degli strumenti «validati scientificamente di areazione, purificazione e ventilazione meccanica si rivela fondamentale nella diluizione del virus e nel suo trasferimento, per quanto possibile, all’esterno» ha dichiarato il professor Alessandro Miani, presidente Sima.

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