Sabato, 27 Febbraio 2021

Quanto è importante lavarsi le mani per evitare il contagio da Sars-Cov-2?

Sempre più esperti concordano sul fatto che la via di trasmissione da temere è soprattutto quella respiratoria, non quella da superfici contaminate

Foto di repertorio

Ma lavarsi continuamente le mani è così importante per prevenire il contagio? Il “Guardian” prova a fare luce sulla questione spiegando che sì, il rischio di contrarre il coronavirus tramite una superficie contaminata esiste, ma questo tipo di trasmissione sembra meno comune rispetto a quella per aerosol o contatto ravvicinato con una persona infetta. Insomma, forse ci si è focalizzati troppo sull’igiene delle mani. Qualche giorno fa il tema è stato trattato anche dall’autorevole rivista “Nature” con un editoriale dal titolo: “Il coronavirus è nell’aria: c’è troppa attenzione sulle superfici”. La rivista cita il parere di un rappresentante dell’Oms secondo cui esistono prove limitate del fatto che il Sars-Cov-2 possa trasmettersi attraverso superfici contaminate.

Quanto è importante lavarsi le mani per prevenire il contagio?

Una tesi che del resto sostengono da tempo anche i Cdc americani (Centers for Disease Control and Preventions). Le goccioline che emettiamo con la respirazione, si legge nella pagina dedicata all’emergenza Covid, “possono depositarsi su superfici e oggetti”. Pertanto “è possibile che una persona possa contrarre il COVID-19 toccando una superficie o un oggetto su cui è presente il virus e quindi toccandosi la bocca, il naso o gli occhi”. Tuttavia, spiegano ancora dai Cdc, si ritiene che questo “non sia un modo comune in cui COVID-19 si diffonde”. Insomma, il virus può diffondersi anche tramite le superfici, ma forse - specie nella prima fase della pandemia - ci siamo focalizzati troppo sull’igiene delle mani tralasciando altri comportamenti a rischio. Ciò ovviamente non vuol dire che dobbiamo smetterci di lavarci le mani. Anzi. Intanto va detto che la prudenza non è mai abbastanza. In secondo luogo, spiega il "Guardian" molte ricerche dimostrano che lavarsi spesso le mani riduce la diffusione di raffreddori, influenza, norovirus e infezioni gastrointestinali. 

Il contagio tramite le superficie secondo l'Iss e il Ministero della Salute

Di recente sul tema è intervenuto anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie Infettive dell’ISS. “Non deve creare allarme lo studio tedesco secondo il quale il nuovo coronavirus resisterebbe attivo sulle superfici circa 9 giorni - ha detto Rezza -. Questo studio, ancora da dimostrare e condotto su altri coronavirus e non su quello cinese, non fa la differenza sul contenimento precoce dell’epidemia. Da quello che sappiamo rispetto alle precedenti malattie infettive respiratorie, Mers e Sars, infatti, il nuovo coronavirus si trasmette molto più velocemente e la via di trasmissione da temere è soprattutto quella respiratoria, non quella da superfici contaminate. Va comunque sempre ricordata l’importanza di una corretta igiene delle superfici e delle mani. Anche l’uso di detergenti a base di alcol sono sufficienti a uccidere il virus”.

Nella Faq dedicata dall'Iss al contagio tramite le superficie, viene tuttavia ricordato che "il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione". E che dunque "bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol. Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate". 

Secondo il ministero della Salute, il virus può rimanere sulle superfici  "da alcune ore (come ad es. sulla carta) fino a diversi giorni (come sulla plastica e l’acciaio inossidabile)". 

superfici-2

La morale? Lavarsi le mani resta altamente raccomandato, ma a patto di non dimenticare che il virus si trasmette prevalentemente per via aerea. E che dunque la mascherina va sempre indossata e bisogna fare particolare attenzione all'areazione e al rispetto della distanza di sicurezza negli ambienti chiusi. Di recente l'immunologo Anthony Fauci ha parlato dell'utilizzo del dispositivo di protezione, sostenendo che sia meglio averne due. 

In particolare, secondo un nuovo studio dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) americani, indossare una mascherina di stoffa sopra una mascherina chirurgica può aiutare a ridurre significativamente il rischio di esposizione al Covid-19. I ricercatori del Cdc hanno studiato l'efficacia della doppia mascherina con modelli artificiali e hanno rivelato che due mascherine bloccano per l'80% la penetrazione delle particelle, invece del 40% garantito da una singola mascherina. In questo caso, come recitava un famoso spot, “two is meglio che one”.

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