Coronavirus, la speranza di una cura: "Diversi vaccini in fase avanzata di sviluppo"

Due potenziali vaccini sono studiati negli Stati Uniti, uno nel Regno Unito, uno in Germania e uno in Cina. Ma siamo lontani da una commercializzazione. Maggiori speranze nell'individuazione di una cura: tre nuovi farmaci sono stati autorizzati dall'Aifa

Per la battaglia contro il coronavirus è in corso una virtuosa competizione per produrre un vaccino efficace: in avanzata fase di sviluppo sarebbero due potenziali vaccini negli Stati Uniti, uno nel Regno Unito, uno in Germania e uno in Cina. "Ma anche qui deve essere detto chiaramente che fase avanzata di sviluppo non vuol dire imminenza di commercializzazione" ammonisce il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli.

"Questi studi dovranno rispondere a una domanda fondamentale: analogamente a quanto succede per l'infezione da Sars-Cov-2, a oggi non abbiamo risposte certe sull'immunità protettiva in soggetti che verranno sottoposti a profilassi vaccinale. Andiamo da scenari positivi, con un'immunità permanente, ad altri in cui magari la protezione immunologica avrà una durata più transitoria, per cui sono ipotizzabili strategie di ripetizione dello stimolo vaccinale finché non si riesce a ottenere quella che possiamo definire eliminazione dell'epidemia".

Se la ricerca per il vaccino è ancora lontana dal vedere un esito positivo, prosegue la ricerca per trovare una cura che possa contrastare i sintomi dell'infezione generata dal coronavirus. L'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato tre nuovi studi clinici per il trattamento della malattia Covid-19.

Il primo è uno studio multicentrico italiano, coordinato dall'Università di Bologna, che valuterà la sicurezza e l'efficacia di un anticoagulante, l'enoxaparina sodica somministrata a diversi dosaggi, nel trattamento di persone con quadro clinico moderato o severo.

Il secondo studio clinico autorizzato è coordinato dall'Università di Parma ed è uno studio multicentrico italiano randomizzato per studiare la sicurezza e l'efficacia del farmaco anti-infiammatorio colchicina, nel trattamento di pazienti con infezione Covid-19 e polmonite, in condizioni stabili.

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Il terzo studio multicentrico italiano è infine coordinato dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana: si tratta di uno studio randomizzato, controllato a due bracci di fase 2 'proof of concept' per valutare efficacia, sicurezza e tollerabilità del baricitinib in aggiunta al trattamento usuale nei pazienti con polmonite in Covid19. Il baricitinb è un inibitore delle Janus-kinasi 1 e 2 (Jak-1 e -2) autorizzato in Italia per il trattamento dell'artrite reumatoide.

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