Lunedì, 12 Aprile 2021
Scienze

Il "déjà-vu"? La causa in un'anomalia del cervello

Uno studio del Cnr in collaborazione con l'Università Magna Grecia di Catanzaro ha dato una risposta scientifica a un fenomeno affascinante e misterioso che coinvolge l'80 per cento della popolazione

La scienza ha finalmente trovato una risposta a uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi della nostra mente: il déjà-vu, ossia la sensazione erronea di aver già visto un'immagine o aver vissuto una determinata sensazione, che colpisce l'80 per cento della popolazione. L'Istituto di bioimmagini e fisiologia melocolare del Cnr, in collaborazione con la clinica neurologica dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, hanno pubblicati i risultati del loro studio su Cortex.

"Finora non è stata trovata una spiegazione plausibile a questo affascinante fenomeno, anche perché si è sempre studiato il déjà-vu in condizioni di normalità, senza mai considerare la condizione patologica", ha reso noto il Cnr in una nota, spiegando che per la prima volta al mondo sono stati messi a confronto i cervelli delle persone già colpite da déjà-vu, sia pazienti neurologici affetti da epilessia sia di soggetti sani.

"L'obiettivo della ricerca - afferma Angelo Labate, neurologo associato dell'Ibfm-Cnr e docente dell'Università Magna Graecia - era di scoprire se esista una base anatomo-fisiologica comune nella genesi del déjà-vu tra soggetti sani e pazienti che possa spiegare le basi di un fenomeno psichico che, in alcune circostanze, diventa patologico. Lo studio ha evidenziato che sia i soggetti malati che le persone sane interessate da déjà-vu presentano anomalie a livello morfologico, che coinvolgono però aree cerebrali diverse. I pazienti affetti da epilessia presentano anomalie localizzate nella corteccia visiva e nell'ippocampo, cioè nelle aree cerebrali deputate al riconoscimento visivo e alla memorizzazione a lungo termine. Questa scoperta dimostrerebbe che la sensazione di déjà-vu, riportata dai pazienti durante un episodio epilettico, è un sintomo organico di una memoria reale, anche se falsa".

I soggetti sani che vivono l'esperienza del déjà-vu "presentano piccole variazioni anantomiche in un'area cerebrale, la corteccia insulare, che ha il compito di convogliare tutte le informazioni sensoriali all'interno del sistema limbico/emotivo", ha spiegato Antonio Cerasa, dell'Ibm-Cnr. Queste modifiche, continua il professore Cerasa, dimostrerebbe che "nel soggetto sano l'esperienza del déjà-vu, in realtà, è un fenomeno di alterata sensorialità dello stimolo percepito, più che un ricordo alterato: noi pensiamo di aver già visto quel posto, ma in realtà è la sensazione che abbiamo provato nel vederlo che ci richiama uno stimolo precedentemente associato". 

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