Mercoledì, 16 Giugno 2021
SALUTE

"Addio al diabete con una nuova cura": ma non è così

"Addio al diabete. Nel 2015 arriverà il farmaco che curerà 5 milioni di italiani". Così è stato annunciato l'esito di una ricerca del Campus Biomedico di Roma. Ma la realtà è un'altra

"Addio al diabete. Nel 2015 arriverà il farmaco che curerà 5 milioni di italiani". Questa era la notizia che veniva divulgata qualche tempo fa su BlastingNews.it e che ogni tanto torna sulle pagine di qualche sito o blog. Si tratta di una notizia vera? No, vediamo perché (dettagli su Bufale Un Tanto Al Chilo). Nel testo si accenna a uno studio condotto al Campus Biomedico di Roma, senza far riferimento al nome del farmaco o dell'azienda che starebbe producendo il farmaco.

Il diabete è una malattia molto diffusa, che colpisce quasi il 5% della popolazione italiana e non stupisce quindi la viralità della notizia. Secondo gli autori dell'articolo, la cura interverrà sulle beta cellule del pancreas, cellule produttrici di insulina che vengono distrutte dal sistema immunitario: il farmaco quindi aiuterebbe la produzione di insulina, salvando queste cellule.

Sembrerebbe un articolo realistico, eppure l'unico articolo che sembra coincidere a grandi linee con quanto scritto è stato riportato su quotidianosanita.it, nel quale si parla di una molecola chiamata DiaPep277, attualmente in fase di studio.

La molecola sembra effettivamente essere in grado di inibire la distruzione delle cellule menzionate prima, come nel diabete di tipo 1. Ma il 90% dei malati, purtroppo, presenta quello di tipo 2, che ha cause completamente diverse

Quindi si tratterebbe non di una cura, ma un rimedio per alleviare la serietà dei sintomi e riguarderebbe solamente il 10% dei pazienti.

Ma non è finita qui, perché come scritto su un articolo pubblicato su Diabates Care l'articolo in questione è stato ritirato e i dati dello studio condotto anche al Campus Biomedico di Roma ritenuti inaffidabili.

Per questo motivo, lo studio è stato sospeso.In altre parole la molecola sembrava funzionare, pur con notevoli limiti e in alcuni casi, ma i dati non sono utilizzabili e sono forse stati addirittura manipolati.

Una notizia quindi tutt'altro che positiva. E la cura per il diabete è ancora, purtroppo, molto lontana.

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