Domenica, 9 Maggio 2021
SALUTE

Una dieta troppo ricca di grassi può provocare il diabete

Uno studio italiano ha scoperto la proteina killer che "traduce" in danni per la salute gli eccessi alimentari, in particolare quelli rappresentati da una dieta troppo ricca di grassi, soprattutto se 'saturi' e nocivi come l'olio di palma

Uno studio italiano ha individuato il meccanismo attraverso il quale troppi grassi 'nocivi' come l'olio di palma possono provocare il diabete distruggendo le cellule beta pancreatiche, produttrici di insulina, causando un danno irreversibile alle cellule del pancreas.

I ricercatori della Società Italiana di Diabetologia hanno scoperto che a mediare il danno da eccessi alimentari e in particolare da dieta troppo ricca di grassi è la p66Shc, la proteina 'killer' delle cellule che producono insulina. Particolarmente a rischio dei danni da p66Shc sono le persone con la “pancia”, perché la proteina “traduce” in danni per la salute gli eccessi alimentari, in particolare quelli rappresentati da una dieta troppo ricca di grassi, soprattutto se “saturi” e nocivi come l'olio di palma.

L'eccesso di grassi saturi nella dieta, infatti, provoca un'aumentata produzione di questa proteina in alcuni organi: ciò si traduce in danni gravi (fino alla morte) per le cellule che li compongono e questi effetti sono particolarmente pronunciati a livello del pancreas e in particolare delle isole pancreatiche, che contengono le preziose cellule beta, produttrici di insulina. Un danno ripetuto a carico di questa regione del pancreas può condurre quindi alla comparsa di diabete.

Lo studio, condotto da Francesco Giorgino e dal suo gruppo dell'Università di Bari, con la collaborazione dell'Università di Pisa e dell'Università di Padova - tutti centri affiliati con la Società Italiana di Diabetologia - è andato a valutare gli effetti del palmitato, un acido grasso presente nell'olio di palma (e in misura più modesta anche nel burro e nei formaggi) sull'espressione di questa proteina 'killer'.

"Il palmitato - ha spiegato il coordinatore dello studio Francesco Giorgino, Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l'Università 'Aldo Moro' di Bari e coordinatore del comitato scientifico della SID - è il prototipo degli acidi grassi saturi, e rappresenta il principale acido grasso presente nel nostro sangue, soprattutto nei soggetti obesi o in sovrappeso. L'obesità, in particolare quella viscerale, cosiddetta 'a mela' rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2. I meccanismi responsabili di questo rapporto negativo non sono ancora del tutto chiariti, e per fortuna non tutti i soggetti obesi sviluppano il diabete. Nello studio, viene identificato nella proteina p66Shc una sorta di 'sensore' dell'eccesso di grassi e dell'obesità all'interno della cellula beta pancreatica, che poi crea effetti dannosi per la stessa cellula".

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