Mercoledì, 22 Settembre 2021
misteri

Dischi volanti, la curiosa storia del primo avvistamento

Il termine "dischi volanti" deriva da una malinterpretazione giornalistica che risale, addirittura, al 1947

Avete sicuramente sentito parlare di dischi volanti. Oggi è un termine che associamo agli UFO, ovvero agli oggetti volanti non identificati. Da dove nasce questo termine? La storia è curiosa ed è stata raccontata in un articolo su Query, la rivista del CICAP (Comitato Italiano di Controllo delle Affermazione sulle Pseudoscienze).

Tutto nasce nel lontano 1947. Il 24 Giugno di quell'anno Kenneth Arnold, un pilota amatoriale, vide uno strano flash nel cielo, mentre volava col suo aereo vicino a Rainier, a sessanta chilometri da Seattle. Sembrava un riflesso su un altro aereo, eppure era da solo. Nove lampi, molto veloci e precisi: secondo Arnold la velocità era di quasi 3000 km/h. Quando scese atterrà racconto la vicenda in giro, facendo interessare la stampa locale. Arnold parlò di oggetti che volavano "come un piatto se lo fai saltare sull'acqua" (saucer, in inglese). Una storia troppo interessante, che nel giro di poco tempo si diffuse ovunque.

Fu a questo punto che un giornale decise di inserire nel titolo la parola "flying saucers", ovvero dischi volanti: termine molto più semplice e d'impatto. Infatti, da allora quella è una delle espressioni più usate per identificare gli UFO e gli oggetti "misteriosi" avvistati nei cieli.

Le stranezze, però, non sono finite qui, perché Arnold non aveva mai detto che gli oggetti sembravano dei piatti o dei dischi. Come disse in un'intervista nel 1950, infatti, per Arnold quegli oggetti fluttuavano come se fossero delle barche, come dischi che rimbalzavano sull'acqua. Non aveva parlato però della loro forma.

Tutto è nato, quindi da un grosso fraintendimento. Eppure nei decenni a seguire tutti i presunti avvistamenti UFO facevano riferimento a dischi volanti, forma che è stata ripresa perfino da celebri film e telefilm. Questo non deve stupire: gli oggetti "alieni" sono sempre stati immagini in modo diverso nel tempo a seconda del periodo storico di chi descriveva gli avvistamenti e questo dipende essenzialmente dall'idea che ognuno ci si fa su un oggetto misterioso, un UFO, un'ipotetica civiltà aliena e via dicendo. Il fatto che la forma del presunto oggetto avvistato ricalchi fedelmente l'immaginario di UFO di un dato periodo storico non è sicuramente sintomo di affidabilità.

Un UFO, in realtà, sarebbe qualsiasi oggetto volante di cui non si riesce a identificare la natura; per esempio, un velivolo che compare su un radar prima che comunichi il suo stato identificativo. Il fascino del fenomeno, i media e le molte leggende, però, hanno fatto associare a questo termine le teorie più strane, dalla "visita" di alieni ai complotti di vario tipo.

In conclusione, la storia degli avvistamenti UFO è molto affascinante (per dettagli, consultare il sito del CICAP) e piena di aneddoti curiosi, storie, malinterpretazioni (e ben poca scienza). Il primo aneddotto riguarda addirittura il termine "disco volante", che come spiegato non nasce da un avvistamento, ma da un'errata semplificazione.

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