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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cibo e salute

Il dolcificante che rende il sangue "appiccicoso" e raddoppia il rischio di infarto

Il consumo di quantità elevate di eritritolo potrebbe rendere più comuni trombi e coaguli nelle persone a rischio, aumentando la reattività e la capacità di adesione delle piastrine

Vengono proposti come alternativa dimagrante allo zucchero tradizionale. Ma negli ultimi anni anche i dolcificanti, persino quelli naturali, sono finiti più volte sul banco degli imputati: se infatti il loro apporto calorico è certamente inferiore a quello del saccarosio, alla prova dei fatti i pericoli per la salute non sembrano, purtroppo, poi così differenti. Un nuovo indizio in questo senso arriva da uno studio appena pubblicato su Nature Medicine da un gruppo di ricercatori del Lerner Research Institute della Cleveland Clinic, da cui emerge un rischio aumentato di soffrire di disturbi cardiovascolari legato all'eritritolo, un dolcificante naturalmente contenuto nella frutta, il cui consumo regolare potrebbe aumentare la reattività delle piastrine, rendendo in qualche modo il sangue più “appiccicoso”, e quindi più propenso a formare trombi e coaguli. 

La decisione di concentrarsi sugli effetti dell'eritritolo – spiegano i ricercatori americani nel loro studio – nasce dal fatto che nonostante sia pubblicizzato come dolcificante naturale, questo carboidrato è in realtà addizionato nei cibi in quantità anche mille volte superiori rispetto a quelle in cui è presente nella frutta. I suoi effetti a lungo termine sulla salute umana sono inoltre stati studiati pochissimo, e al contempo, è sempre più diffuso nel mercato degli alimenti sugar free: si prevede infatti che l'utilizzo dell'eritritolo nell'industria alimentare potrebbe arrivare a raddoppiare entro i prossimi cinque anni. 

Per approfondire il legame tra eritritolo e salute i ricercatori hanno quindi analizzato la sua presenza, e quella di altri dolcificanti naturali, nel sangue di 1.157 pazienti che si sono sottoposti ad una visita di routine presso la clinica per le malattie cardiovascolari del loro ospedale. Rivelando che nelle persone con livelli più elevati di eritritolo nel sangue, il rischio di morire per cause cardiovascolari nei tre anni successivi alle analisi risultava raddoppiato.

Risultati in linea con quelli di due indagini precedenti realizzate negli Stati Uniti e in Danimarca, che hanno spinto i ricercatori ad indagare più a fondo il possibile nesso causale tra consumo di eritritolo e problemi cardiocircolatori. In laboratorio, hanno quindi chiesto a un gruppo di volontari di ingerire una bevanda dolcificata con l'eritritolo, scoprendo che i livelli di questa sostanza nel sangue umano rimangono elevati per ben due o tre giorni. Testandone gli effetti in provetta, inoltre, è emerso che modifica il comportamento delle piastrine, aumentandone la reattività e la capacità di adesione, due caratteristiche collegate alla formazione iniziale dei trombi nei vasi sanguigni.

La ricerca, lo ammettono i suoi stessi autori, presenta alcuni limiti importanti. Innanzitutto, non ha valutato la provenienza dell'eritritolo presente nel sangue dei partecipanti, ed è risaputo che questa sostanza può essere prodotta anche all'interno del nostro organismo a partire da altri zuccheri, soprattutto in persone sedentarie e con una dieta ad alto contenuto di calorie. I livelli testati in laboratorio, inoltre, sono molto più elevati di quelli in cui questa sostanza è permessa all'interno di alimenti e bevande industriali, anche se a detta degli autori dello studio, si tratta di livelli compatibili con le abitudini alimentari di una fetta non trascurabile di americani. 

Lo studio non può quindi porre la parola fine alla discussione, in pieno svolgimento, sugli effetti dei dolcificanti naturali sulla salute umana. Ma è senz'altro un altro pezzo che va ad aggiungersi al puzzle, indicando la necessità di studi più attenti sull'argomento. “I nostri risultati – si legge nelle conclusioni dello studio – suggeriscono la necessità di ulteriori analisi che studino gli effetti a lungo termine dei dolcificanti in genere, e dell'eritirolo in particolare, sulle probabilità di infarto e ictus, in particolare in pazienti con un profilo di rischio aumentato per malattie cardiovascolari”. 

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