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Giovedì, 20 Giugno 2024
Dentista, addio

Il nuovo farmaco che fa ricrescere i denti

È un anticorpo monoclonale che si è rivelato già sicuro ed efficace su modello animale, e potrebbe arrivare in commercio entro i prossimi sei anni

Impianti, addio. Sta infatti per partire la prima sperimentazione clinica di un farmaco pensato per far ricrescere i denti mancanti. Si tratta di un anticorpo monoclonale conosciuto, per ora, con la sigla “TRG035”, sviluppato dai ricercatori della giapponese Toregem Biopharma. Il farmaco ha già superato la prima fase di test sugli animali, e verrà ora sperimentato per il trattamento dell’agenesia dentale congenita, la mancanza di denti congenita legata a cause genetiche. Se i risultati sull’uomo saranno paragonabili a quelli visti nei modelli animali, però, la speranza dei creatori del farmaco è quella di utilizzarlo per far ricrescere qualunque tipo di dente mancante, compresi quelli persi a causa di incidenti o patologie come la paradontosi. 

TRG035 – spiegano i ricercatori della Toregem Biopharma, start-up dell’Università di Kyoto creata appositamente per lo sviluppo e la commercializzazione del nuovo farmaco – è un anticorpo monoclonale sviluppato per inibire selettivamente il funzionamento di una proteina nota come USAG-1, o uterine sensitization-associated gene-1 protein. Le ricerche dei suoi creatori, infatti, hanno dimostrato che in topi e furetti questa proteina agisce sopprimendo la crescita di nuovi denti e tessuti ossei. E che la sua inattivazione promuove la rigenerazione ossea e la produzione di nuovi denti, in animali affetti da forme genetiche di agenesia. 

Il trial clinico per ora prevede una fase iniziale in cui verrà verificata la sicurezza e il miglior dosaggio del farmaco sugli esseri umani. Al termine di questa fase, che recluterà pazienti adulti con un molare mancante è previsto il reclutamento di pazienti pediatrici affetti da agenesia dentale congenita in forma grave (sei o più denti mancanti). E quindi, se tutto andrà come sperato, la sperimentazione sarà estesa anche a pazienti con forme meno gravi di agenesia dentale congenita.

Le aspettative dei ricercatori giapponesi sono molto elevate, perché i risultati su modello animale si sono rivelati promettenti, e la proteina USAG-1 è molto simile in quasi tutti i mammiferi, uomini compresi. E l’obbiettivo, una volta terminate le sperimentazioni per le forme congenite di denti mancanti, è quello di sperimentare il farmaco anche in persone che hanno perso un dente a causa di incidenti, patologie o dell’invecchiamento. Se tutto andrà come sperato, il farmaco potrebbe essere disponibile già entro sei anni. E a quel punto, le dolorose sedute dal dentista per fissare un impianto dentale potrebbero diventare solamente un ricordo del passato. 

“Vogliamo fare qualcosa per aiutare tutte le persone che soffrono a causa della caduta o dell’assenza dei denti”, ha confermato a un quotidiano giapponese Katsu Takahashi, direttore del dipartimento di odontoiatria e chirurgia orale del Kitano Hospital. “Fino ad oggi non è stata mai trovata una terapie che fornisca una cura permanente per il problema. E ci sembra che le aspettative della gente per la rigenerazione dentale siano estremamente elevate”.  

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