Sabato, 23 Ottobre 2021
Il riconoscimento

Giorgio Parisi ha vinto il Nobel per la Fisica

Da 62 anni l'accademia della scienza non assegnava un premio a un ricercatore attivo in Itala. Parisi è infatti professore ordinario di Fisica Teorica alla Sapienza Università di Roma: è stato premiato per aver scoperto "l'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici"

Il Premio Nobel per la Fisica del 2021 è stato assegnato all'italiano Giorgio Parisi, a Syukuro Manabe e a Klaus Hasselmann "per i contributi innovativi alla nostra comprensione dei sistemi fisici complessi". In particolare Parisi è stato premiato "per la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria". Manabe e Hasselmann condividono il Nobel per le loro ricerche su modelli climatici e il riscaldamento globale ovvero "la modellazione fisica del clima terrestre, la quantificazione della variabilità e la previsione affidabile del riscaldamento globale".

Il Nobel contro i cambiamenti climatici

Alla base dei riconoscimenti per Parisi, Manabe e Hasselmann c'è il macro tema della lotta ai cambiamenti climatici: il Premio di quest'anno riconosce nuovi metodi per descrivere i sistemi complessi caratterizzati da casualità e disordine, e prevederne il comportamento a lungo termine. Un sistema complesso di vitale importanza per l'umanità è il clima terrestre. Ecco ora che il riconoscimento si allarga al lavoro di Syukuro Manabe che ha dimostrato come l'aumento dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera porti a un aumento delle temperature sulla superficie della Terra. Negli anni '60, ha guidato lo sviluppo di modelli fisici del clima terrestre ed è stato il primo a esplorare l'interazione tra il bilancio delle radiazioni e il trasporto verticale delle masse d'aria. Il suo lavoro ha posto le basi per lo sviluppo degli attuali modelli climatici.

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Nobel per la fisica all'italiano Giorgio Parisi

"È una giornata storica per l'Italia e per questo voglio dire un grande Grazie a Giorgio Parisi. Credo di poterlo fare a nome di molti" commenta il ministro dell'Università e la Ricerca, Maria Cristina Messa. "Dire 'complimenti' al nostro neo-vincitore del Premio Nobel per la Fisica è persino riduttivo: Giorgio, con la vita dedicata alla scienza e alla ricerca, con la passione che non lo ha mai abbandonato, è stato negli anni, e continua a esserlo oggi, maestro ed esempio per tanti giovani, ricercatori e non".

"Il grande merito di Parisi è stato non solo l'aver sempre contribuito in modo determinante ai settori cui si è dedicato ma averlo anche fatto precorrendo i tempi" spiega il presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare Antonio Zoccoli ricordando come Parisi abbia spaziato attraverso molti campi della fisica: dalla fisica delle particelle, all'inizio della sua carriera, con il suo lavoro sviluppato assieme ad Altarelli fondamentale per la comprensione della dinamica delle collisioni protone-protone negli acceleratori di particelle come Lhc, alla meccanica statistica, ai vetri di spin e la materia condensata, ai sistemi complessi, fino ai supercomputer. "Sicuramente caratteristiche salienti della genialità di Giorgio sono il suo ecclettismo e la sua capacità di visione - speiga Zoccoli - di anticipare, di capire prima degli altri qual era la direzione da prendere, che cosa sarebbe diventato rilevante per la ricerca. E anche il suo pragmatismo: Parisi è un fisico teorico che è spesso stato in grado di trasferire sul piano concreto i suoi lavori, come nel caso dello studio dei sistemi complessi che ha applicato a molte dinamiche della società. E, infine ma non ultimo, - conclude Zoccoli - ci fa piacere ricordare che Giorgio è principale rappresentante dell'eccellenza della fisica italiana e della grande scuola di fisica teorica di Roma che ha avuto inizio con Enrico Fermi e negli anni ha contato esponenti di massimo rilievo, tra i quali Altarelli, Cabibbo, Jona-Lasinio, Maiani. Credo che il Premio Nobel a Parisi, al di là della sua motivazione, debba essere interpretato come un tributo alla sua intera carriera scientifica" chiosa Zoccoli.

Gli altri Nobel italiani

L'ultimo Nobel a un ricercatore nato in Italia è quello del 2007 a Mario Capecchi, attivo negli Usa, ma per risalire a un ricercatore italiano che ha svolto in Italia la maggior parte del lavoro bisogna risalire a 62 anni fa, al Nobel per la Chimica assegnato nel 1959 a Giulio Natta. Finora sono 20 i Nobel assegnati a italiani fin dalle origini del premio. Dei 20 riconoscimenti, 12 sono quelli scientifici e di questi 5 quelli per la Fisica, 6 per la Medicina e uno per la Chimica. Fra i 20 premiati le donne solo due: Grazia Deledda, per la Letteratura nel 1926, e Rita Levi Montalcini, per la Medicina 60 anni più tardi, nel 1986. 

Il primo Nobel per la Fisica ad un italiano è stato assegnato nel 1909 a Guglielmo Marconi, si è poi dovuto aspettare fin o al 1938 per un nuovo riconoscimento alla fisica del nostro Paese con Enrico Fermi nel 1938 "per la sua dimostrazione dell'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti". Nel 1959 è stato premiato Emilio Gino Segrè con Owen Chamberlain "per la loro scoperta dell'antiprotone". Il Nobel viene poi assegnato nel 1984 a Carlo Rubbia ex equo con Simon van der Meer Paesi Bassi Paesi Bassi "per il loro contributo decisivo al grande progetto, che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole". Nel 2002 a conquistare il Nobel è stato l'italo americano Riccardo Giacconi, ''per i contributi pionieristici all'astrofisica, che hanno portato alla scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X''.

Un risultato straordinario per l'Italia come sottolinea anche Roberto Burioni: "Abbiamo vinto gli europei e via dicendo ma questo sorpassa tutto: un italiano, Giorgio Parisi, ha vinto pure il premio Nobel. Che orgoglio. Che 2021!"

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Chi è Giorgio Parisi

Presidente della classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali dell'Accademia Nazionale dei Lincei ed ex presidente dell'Accademia, Giorgio Parisi è professore ordinario di Fisica Teorica alla Sapienza Università di Roma, ricercatore associato all’Infn Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed è stato Presidente dell’Accademia dei Lincei (2018-2021). 

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Nato a Roma nel 1948, Parisi ha completato i suoi studi alla Sapienza Università di Roma dove si è laureato in fisica nel 1970 sotto la guida di Nicola Cabibbo. Parisi ha iniziato la sua carriera scientifica ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn, prima come membro del Cnr (1971-1973) e successivamente come ricercatore dell’Infn (1973-1981). Durante questo periodo ha trascorso lunghi soggiorni all’estero, prima alla Columbia University di New York (1973-1974), all’Institut des Hautes Études Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977), all’Ecole Normale Supérieure di Parigi (1977-1978).

Nella sua carriera scientifica, Parisi ha dato molti contributi determinanti e ampiamente riconosciuti in diverse aree della fisica: in fisica delle particelle, meccanica statistica, fluidodinamica, materia condensata, supercomputer. Ha, inoltre, scritto articoli su reti neurali, sistema immunitario e movimento di gruppi di animali. È stato vincitore di due advanced grant dell’Erc European Research Council, nel 2010 e nel 2016, ed è autore di oltre seicento articoli e contributi a conferenze scientifiche e di quattro libri. 

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Nel 1992 gli è stata conferita la Medaglia Boltzmann - assegnata ogni tre anni dalla Iupap International Union of Pure and Applied Physics per nuovi risultati in termodinamica e meccanica statistica - per i suoi contributi alla teoria dei sistemi disordinati, e la Medaglia Max Planck nel 2011, dalla società tedesca di fisica Deutsche Physikalische Gesellschaft. Ha ricevuto i premi Feltrinelli per la Fisica nel 1987, Italgas nel 1993, la Medaglia Dirac per la fisica teorica nel 1999, il premio del Primo Ministro italiano nel 2002, Enrico Fermi nel 2003, Dannie Heineman nel 2005, Nonino nel 2005, Galileo nel 2006, Microsoft nel 2007, Lagrange nel 2009, Vittorio De Sica nel 2011, Prix des Trois Physiciens nel 2012, il Nature Award Mentoring in Science nel 2013, High Energy and Particle Physics dell'EPS European Physical Society nel 2015, Lars Onsager dell’APS American Physical Society nel 2016. Nel 2021 ha ricevuto il prestigioso Wolf Prize per la Fisica.

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