Venerdì, 25 Giugno 2021
Scienza / Sudafrica

Scoperta in Sudafrica una nuova specie umana: "Ecco l'homo di Naledi"

Sono state ritrovate nei pressi di Johannesburg le ossa fossilizzate di 15 ominidi finora sconosciuti. Questa scoperta potrebbe gettare nuova luce sulla transizione, avvenuta due milioni di anni fa, fra l'australopiteco primitivo e il primate del genere Homo, nostro diretto antenato

Da una grotta, in Sudafrica, sono emerse le tracce di una specie umana finora sconosciuta, vissuta nell'antichità e sono stati esumati i resti di 15 ominidi.

"Una scoperta davvero notevole", hanno sottolineato i ricercatori internazionali che hanno annunciato oggi il ritrovamento di ossa fossilizzate. La nuova specie è stata battezzata "Homo Naledi" e inserita nel genere Homo, al quale appartiene l'uomo moderno. Il ritrovamento delle ossa, a Maropeng, nei pressi di Johannesburg, sul ricco sito archeologico denominato "Culla dell'umanità" e tutelato dall'Unesco, risale al biennio 2013-2014.

"Sono lieto di presentarvi una nuova specie umana", ha dichiarato Lee Berger, ricercatore dell'università di Witwatersrand a Johannesburg, in una conferenza stampa a Maropeng. Tutti i 15 ominidi riesumati - in totale 1.550 ossa che ancora non sono state datate - presentano una morfologia omogenea. Si tratta del più grande campione di ominidi fossili mai esumato in Africa.

ECCO L'HOMO DI NALEDI - VIDEO

Ma a chi assomiglia l'Homo Naledi? "Aveva un cervello minuscolo della dimensione di un arancio e un corpo molto slanciato", secondo John Hawks, ricercatore dell'università di Wisconsin-Madison. Misurava in media un metro e mezzo e pesava 45 chili. Le mani "fanno supporre che avesse la capacità di maneggiare degli utensili" mentre risulta "praticamente impossibile distinguere i suoi piedi da quello dell'uomo moderno", precisa un comunicato congiunto dell'univesità di Wits, della National Geographic Society e del ministero delle Scienze sudafricano. "I piedi e le lunghe gambe fanno pensare che era fatto per percorrere lunghe distanze".

La nuova scoperta rappresenta una sfida per i ricercatori. Complica infatti ulteriormente il quadro degli ominidi perché presenta caratteristiche sia degli ominidi moderni che antichi. "Alcuni elementi dell'Homo Naledi, come le mani, i polsi e i piedi, sono molto simili a quelle dell'uomo moderno. Allo stesso tempo, il cervello così piccolo e la forma della parte superiore del corpo assomigliano di più al gruppo pre-umano degli australopitechi", ha spiegato il professor Chris Stringer del Museo di storia naturale di Londra.

Questa scoperta potrebbe pertanto gettare nuova luce sulla transizione, due milioni di anni fa, fra l'australopiteco primitivo e il primate del genere Homo, nostro diretto antenato. "Le caratteristiche dell'Homo Naledi sottolineano ancora una volta di più la complessità dell'albero genealogico e la necessità di effettuare nuove ricerche per comprendere la storia della nostra specie", ha concluso Chris Stringer.

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