Lunedì, 1 Marzo 2021
Antartide

A68a: un iceberg grande quanto il Molise sta per schiantarsi contro un'isola

È considerato l'iceberg più grande del mondo. Sta per colpire l'isola South Georgia e potrebbe fare una strage di pinguini, foche e balene

Viene considerato l'iceberg più grande del mondo e sta per schiantarsi contro un'isola. La sua corsa dura da oltre tre anni e non c'è stato modo di fermarla. È un disastro annunciato i cui effetti si ripercuoteranno sull'ambiente anche per 10 anni. Gli scienziati hanno chiamato A68a il blocco di ghiaccio che si è staccato nell'Atlantico del Sud e che è pronto a schiantarsi contro l'isola di South Georgia. Si tratta di un'isola di poco più grande dell'iceberg che invece misura 4.200 chilometri quadrati di superficie. Un vero e proprio colosso grande quasi quanto il Molise il cui impatto contro l'isola non si sa quali effetti provocherà.

Il viaggio dell'iceberg

L'iceberg ha cominciato a staccarsi nel luglio 2017 dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C che si trova nella zona nordoccidentale del Mare di Weddell. Il suo viaggio è durato circa 1500 chilometri e si concluderà contro l'isola. Quando è partito la sua superficie misurava circa 5.800 chilometri quadrati. Durante il viaggio ha perso dei pezzi cominciando a seguire la solita deriva che effettuano gli iceberg. Esiste, infatti, quello che viene chiamato il “viale degli iceberg”. Il posto cioè da dove si creano staccandosi dall'Antartide. Al momento non è ancora chiaro se il riscaldamento globale abbia avuto un impatto su questo fenomeno naturale. Parliamo di una zona del pianeta terra remota e inesplorata anche per gli studiosi. I rilevamenti dei satelliti sono relativamente recenti e il punto abitato più vicino alla piattaforma da cui si è staccato l'iceberg è a mille chilometri di distanza.

L'isola di South Georgia 

L'isola di South Georgia dove andrà a schiantarsi invece è completamente inospitale per gli uomini. Per osservare la collisione e i suoi effetti gli scienziati della British antarctic survey saranno a bordo di una nave, la James Cook, capace di trasportare sommergibili e robot con cui studiare l'ecosistema marino. Sono, infatti, gli effetti su quest'ultimo a preoccupare gli scienziati. Ci sarà una moria di animali marini senza precedenti. L'isola di South Georgia è abitata in maggioranza da pinguini. Sono in totale circa due milioni. Gli altri animali tipici sono le foche. L'aspetto più preoccupante dell'iceberg è la sua profondità. Nonostante la sua grandezza, è profondo circa duecento metri. Questo significa che nell'impatto si avvicinerà pericolosamente alla costa.

Il precedente 

Esiste un precedente che riguarda sempre la stessa isola. Un altro iceberg, l'A38, seguì la stessa rotta e andò a sbattere contro l'isola. In quell'occasione causò migliaia di morti tra gli animali. La speranza è che questo tipo di evento non si ripeta ma al momento non c'è modo di prevederlo e solo l'osservazione scientifica potrà valutare l'impatto della collisione. L'oceanografo del Bas, Povl Abrahamsen ha spiegato alla Bbc come avverrà il monitoraggio.

Le parole degli studiosi 

“Monitoreranno la temperatura e la salinità dell'acqua di mare e raccoglieranno misurazioni della concentrazione di clorofilla e retrodiffusione, essenzialmente quanto è limpida o meno l'acqua. Distribuiremo gli alianti, ma in realtà saranno pilotati dal Regno Unito, da squadre del National Oceanography Center e del Bas. I dati sulla clorofilla daranno un'indicazione di quanti fitoplancton sono presenti nell'acqua. Questi organismi sono proprio alla base della catena alimentare. Vengono mangiati dai piccoli crostacei krill, che a loro volta vengono mangiati dai principali predatori del territorio”.

“È un sistema abbastanza efficiente intorno alla South Georgia - ha detto l'ecologo del Bas, Geraint Tarling - .A differenza delle regioni più temperate e tropicali dove la catena alimentare è piuttosto intricata, nella South Georgia il fitoplancton va dritto nel krill, che va dritto nei pinguini, nelle foche e nelle balene. È una catena corta. Quindi, se vediamo cambiamenti nel fitoplancton, vedremo quasi inevitabilmente effetti più in alto” ha concluso.

Il video del viaggio dell'iceberg

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