Venerdì, 27 Novembre 2020

Idrossiclorochina per svuotare gli ospedali: Salvini ha la soluzione contro Covid-19, ma è una balla

Secondo il segretario leghista esistono farmaci in grado di evitare il ricovero "nella stragrande maggioranza dei casi". Purtroppo le cose non stanno proprio così...

Il leader della Lega Matteo Salvini in visita alla fiera delle macchine utensili Bi-Mu a Rho, 16 ottobre 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Matteo Salvini ha una "proposta concreta e costruttiva al governo". "Il rischio concreto - spiega il segretario della Lega in un post su facebook - è l’intasamento degli ospedali, per evitarlo l’Agenzia italiana del farmaco deve riattivare il protocollo di cura domiciliare con l’utilizzo di idrossiclorochina o antinfiammatori idonei sospeso il 26 maggio scorso. Si tratta di farmaci che possono agire efficacemente contro il Covid, evitando il ricovero nella stragrande maggioranza dei casi. Il governo non può perdere più tempo".

"Inoltre - si chiede Salvini -  che fine ha fatto la cura al plasma iperimmune? La burocrazia sta rallentando tutto e umiliando il lavoro di medici come il professor De Donno".

Le affermazioni di Salvini, specie quella sull’ idrossiclorochina  (nome commerciale Plaquenil), suonano decisamente perentorie. Abbiamo la cura contro Covid-19 e non ce l’hanno detto? Peccato che le cose non stiano proprio così…

salvini plaquenil covid-2

Perché l'Aifa non autorizza l'uso dell'idrossiclorochina

Iniziamo col dire che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) non ha sospeso l’autorizzazione all’utilizzo di idrossiclorochina (HCQ) per chissà quali ragioni inconfessabili, ma perché, si legge in una nota del 26 maggio, "nuove evidenze cliniche indicano un aumento di rischio per reazioni avverse a fronte di benefici scarsi o assenti".

L’idrossiclorochina, spiega l’Aifa, è un analogo della clorochina chimicamente molto simile e che ne condivide il meccanismo d’azione. È un antimalarico, attualmente utilizzato nel nostro Paese in campo reumatologico. Il medicinale è stato in un primo momento ampiamente utilizzato per la cura alla Covid-19 e sono state decine le ricerche condotte dall’inizio della pandemia per valutarne l’efficacia. Alcune di queste sono risultate favorevoli all’uso dell’HCQ, molte altre (soprattuto le più recenti) hanno invece dato risultati opposti: non solo il Plaquenil non avrebbe portato benefici signiticativi nel contrastare Covid-19, ma avrebbe in alcuni casi provocato gravi reazioni avverse nei pazienti.

I dubbi sulla sicurezza

A pesare nella scelta dell'Aifa è stata la constatazione che la combinazione di idrossiclorichina e un comune antibiotico (azitromicina) venisse associato un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare a 30 giorni. Uno studio statunitense avrebbe inoltre dimostrato che anche in assenza dell'azitromicina non solo permaneva il rischio dell'evoluzione della malattia verso la ventilazione meccanica, ma al contrario si osserva anche un aumento del rischio di mortalità complessiva.

Idrossiclorochina: secondo gli studi più recenti il farmaco è inefficace

Uno degli studi più recenti è stato condotto in Brasile dove il presidente Jair Bolsonaro aveva invece promosso l'utilizzo di questo farmaco.

Condotto in 55 ospedali a livello nazionale, lo studio clinico pubblicato dal New England Journal of Medicine mirava a stabilire se il farmaco, in combinazione o meno con antibiotico, potesse migliorare le condizioni dei pazienti con lievi o moderati sintomi di Covid-19. Ma i risultati dei ricercatori della Covid-19 Brazil Coalition hanno confermato che il farmaco è inefficace contro il virus e può anche avere effetti collaterali dannosi.

Nel dettaglio, lo studio ha appurato che dei 667 pazienti osservati, quelli trattati con idrossiclorochina si sono esposti a maggiori problemi a cuore e fegato.

I trattamenti che prevedevano l'uso di clorichina o idrossiclorichina si associavano ad un tasso di mortalità significativamente maggiore rispetto al gruppo di controllo. Mentre il rischio di insorgenza di aritmie ventricolari di rilevanza clinica, rispetto al gruppo di controllo (0.3%), era significativamente maggiore.

Le "prove" di efficacia dell'idrossidrolochina

Tra gli studi che sembrano avvalorare l'efficacia del farmaco l'Aifa cita i risultati preliminari di un'indagine svolta su più di 100 pazienti trattati in Cina che sembrerebbe "dimostrare la superiorità della clorochina rispetto al controllo nel migliorare il decorso della malattia in pazienti con polmonite associata ad infezione da Covid-19" e un altro studio randomizzato del 30 marzo su 62 pazienti COVID-19 ricoverati per polmonite di grado moderato. Il confronto tra HCQ (200 mg x 2 per 5 giorni) vs "lo standard of care" (la terapia standard), rappresentato da antivirali, antibiotici, immunoglobuline e/o corticosteroidi, sembrerebbe "mostrare un miglioramento statisticamente significativo di alcuni sintomi e del quadro TAC". 

Perché non si può fare affidamento sull'idrossiclorochina

Sebbene ci siano anche studi di segno opposto, i dubbi sull'efficacia e la sicurezza di certo non autorizzano affermazioni perentorie come quelle di Salvini. L'Aifa spiega infatti che le "nuove evidenze cliniche relative all’utilizzo di idrossiclorochina nei soggetti con infezione da SARS-CoV-2" sembrano indicare un beneficio in termini di efficacia sempre più incerto e un profilo di sicurezza gravato da potenziali rischi. In attesa di acquisire ulteriori evidenze da studi randomizzati, l’attuale scenario impone pertanto l’adozione di misure restrittive a tutela della sicurezza dei pazienti".

Burioni vs Salvini: "L'idrossiclorochina è inefficace"

L’uso dell’idrossiclorochina è comunque ancora consentito in terapie sperimentali, ma come fa notare anche il virologo Burioni su facebook, il mondo scientifico è molto scettico sulla reale efficacia di questo farmaco che secondo il leader della Lega potrebbe invece svuotare gli ospedali. 

"Segnalo all'On. Salvini - si legge in un tweet del virologo - che le evidenze scientifiche sono concordi nel dimostrare la NON EFFICACIA della idrossiclorochina nella cura di COVID-19 e che non esistono prove solide (nonostante studi internazionali su decine di migliaia di pazienti) riguardo all'efficacia del plasma".

salvini burioni idrossiclorochina-2

Anche Anthony Fauci, capo dell’Istituto statunitense per la prevenzione delle malattie infettive e ritenuto tra i virologi più autorevoli al mondo, ha affermato a fine luglio che tutti i dati scientifici "validi" mostrano che l’idrossiclorochina "non è efficace nel trattamento della malattia da coronavirus o Covid-19".

La cura con il plasma iperimmune

E veniamo alla cura con il plasma iperimmune. È un'arma efficace contro la Covid-19? Al momento la scienza non lo può proprio affermare. Tutt'altro. Da uno studio non ancora revisionato da una rivista accademica su 464 pazienti malati di Covid-19 e curati con il plasma iperimmune non emergono reali benefici. Lo si legge nero su bianco in un lavoro pubblicato da un gruppo di ricercatori indiani (lo studio integrale è disponibile a questo link)  Si tratta di uno studio randomizzato, ovvero nel quale i pazienti sono assegnati in modo casuale per ricevere un intervento clinico. Uno di questi interventi sarà lo standard di paragone o di controllo. 

Prima di Salvini, a glorificare le cure a base di idrossiclorochina e plasma iperimmune era stato il presidente americano Donald Trump. "Prendo l'idrossiclorochina da oltre una settimana e mezzo" aveva detto nel maggio scorso. "Una pillola al giorno, cosa c'è da perdere...". È andata a finire che dopo aver preso la Covid si è fatto curare con gli anticorpi monoclonali.

Il plasma iperimmune (per adesso) è un atto di fede

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