Lunedì, 15 Luglio 2024
Le nuove immagini

Che cosa mostra il nuovo telescopio spaziale James Webb

Le nuove immagini: una finestra su un'epoca della storia dell'universo mai esplorata fino ad oggi

Sembra un quadro, ma in realtà è una foto che ha già fatto storia. L'ammasso di galassie SMACS 0723, una regione celeste visibile dall'emisfero australe, è la prima foto scattata dal James Webb Telescope. "Le capacità di James Webb sono molte volte superiori a quelle che qualsiasi telescopio da terra può ottenere oggi o nel prossimo futuro. La sua specialità è vedere nell'infrosso, cioè alle lunghezze d'onda che ci permettono di osservare le galassie più lontane dell'universo, oppure nel cuore delle nebulose in cui nascono nuovi pianeti e le nuove stelle. Zone dell'universo che neanche l'Hubble Space Telescope o i telescopi da terra possono osservare" dice Adriano Fontana, responsabile dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

La prima (splendida) immagine del telescopio James Webb

Scientificamente, i dati aprono una nuova finestra su un'epoca della storia dell'universo che non è ancora stata esplorata. Grazie alla potenza di James Webb, siamo in grado di osservare galassie la cui luce ha viaggiato per quasi tutta l'età dell'Universo prima di giungere a noi. SMACS 0723 in realtà è stata spesso oggetto di osservazione da parte di altri telescopi, ma nessuno era mai riuscito a immortalarla con questa definizione. Si tratta di un enorme ammasso di galassie a circa quattro miliardi di anni luce dalla Terra che viene usato dagli astronomi come lente per amplificare la luce delle altre galassie che vi si celano dietro e che, senza la sua luce, sarebbero troppo poco luminose per essere viste.

L'aver puntato il telescopio su un ammasso di galassie ci ha permesso di sfruttare l'effetto di amplificazione della luce - un effetto previsto dalla relativà generale di Einstein - per rendere visibili gli oggetti molto distanti che sono dietro l'ammasso stesso. Questi dati - e altri analoghi - ci permetteranno di studiare nel dettaglio come si sono formate le prime galassie, e anche di studiare il mistero della materia oscura.

E si tratta solo di un'anteprima delle foto che sono state mostrate oggi pomeriggio, alle 16.30, in diretta sui canali della Nasa. Fra queste:

  • La Nebulosa Anello, nota anche come M57 o NGC 6720, una delle più famose nebulose planetarie distante circa 2000 anni luce dalla Terra con un diametro di circa due anni luce e visibile nella costellazione boreale della Lira.

nebula ring-2

Nell'immagina una stella morente sta espellendo gas e polvere che Webb vede attraverso un dettaglio senza precedenti e rivela per la prima volta che la stella morente è ammantata di polvere. In migliaia di anni, questi strati delicati e gassosi si dissiperanno nello spazio circostante. I nuovi dettagli di Webb trasformeranno la nostra comprensione di come le stelle si evolvono e influenzano i loro ambienti. Qui sotto l'immagine della stessa nebulosa come vista da Hubble nel 1998. Si nota come nelle nuove immagini sono evidenti come le radiazioni della stella scolpiscano la nuvola di gas e polveri.

nebula ring hubble-2

  • La Nebulosa Carina, una distesa di stelle e gas che include alcuni dei sistemi stellari più massici e potenzialmente esplosivi della Via Lattea.

la nascita di una stella-2

Nell'immagine di Webb la nascita di una stella. Dietro la cortina di polvere e gas in queste "scogliere cosmiche" ci sono in precedenza piccole stelle nascoste, ora scoperte da Webb. La nuova visione di Webb ci offre una rara sbirciatina nelle stelle nelle loro prime e rapide fasi di formazione. Per una singola stella, questo periodo dura solo da 50.000 a 100.000 anni circa. Nel vicino infrarosso vediamo centinaia di stelle e galassie sullo sfondo. Nel frattempo, il medio infrarosso ci mostra polverosi dischi di formazione di pianeti (in rosso e rosa) attorno a giovani stelle.

stella-6

Ancora una volta un salto di qualità rispetto a quanto fino ad oggi visto grazie ad Hubble. 

stella hubble-2

  • Il Quintetto di Stephan, il primo gruppo di galassie, scoperto nel 1877 dall'astronomo francese Édouard Stephan, che si trova nella costellazione del Pegaso a circa 290 milioni di anni luce dalla Terra.

Quintetto di Stephan-2

Nell'immagine di Webb del Quintetto di Stephan, vediamo 5 galassie, 4 delle quali interagiscono. Le galassie si scontrano nel Quintetto di Stephan, tirandosi e allungandosi a vicenda in una danza gravitazionale. Nella vista del medio infrarosso qui, guarda come Webb penetra attraverso la polvere, fornendo nuove informazioni su come interazioni come queste potrebbero aver guidato l'evoluzione della galassia nell'universo primordiale.

quintetto stephan

Un notevole salto di qualità rispetto a quanto abbiamo visto fino ad ora. 

quintetto stephan hubble

Nebulose, esopianeti, asteroidi, galassie lontane o di nuova formazione, sono tutti obiettivi scelti per mostrare le capacità del nuovo telescopio che riesce a vedere l'Universo sulle frequenze dell'infrarosso.

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