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Lunedì, 22 Aprile 2024
Le terapie

L'ivermectina può davvero curare il Covid? Cosa sappiamo sul farmaco "spinto" dai No Vax

Il medicinale antiparassitario sarà oggetto di uno studio dell'università di Oxford. Nonostante in ambienti complottisti venga descritto come una panacea, finora non ci sono dati solidi che ne documentino l'efficacia

L'università di Oxford ha annunciato che da oggi inizierà la sperimentazione dell'ivermectina come possibile trattamento per COVID-19, nell'ambito di uno studio sostenuto dal governo britannico che mira a favorire le cure domiciliari. Si tratta di un "farmaco antiparassitario sicuro e ad ampio spettro", si legge sul sito dello studio Principle, sostenuto dal governo britannico, "già ampiamente utilizzato a livello globale per il trattamento delle infezioni parassitarie" e con "note proprietà antivirali". Ad alcuni dei pazienti che prenderanno parte alla sperimentazione verrà somministrata ivermectina per via orale per tre giorni, mentre altri riceveranno un placebo. 

Ma davvero un farmaco usato contro i pidocchi, la scabbia e altri parassiti è in grado di sconfiggere il Covid? Per ora non lo sappiamo. Non c'è nessuno studio randomizzato e condotto su larga scala che abbia dimostrato l'effiacia del farmaco, benché da piccoli studi osservazionali siano arrivati risultati promettenti. Tant'è che l'ivermectina è già da tempo uno dei medicinali sulla bocca dei No Vax che ne denunciano il presunto boicottaggio. Almeno in Europa. Sì perché nonostante le (finora) scarse evidenze scientifiche, l'ivermectina è stata usata in vari Paesi dell'America Latina (lo stesso presidente brasiliano Bolsonaro ne aveva lodato i benefici), in Sudafrica e nello Stato indiano di Goa che però a quanto sembra è tornato sui suoi passi.  

Cosa sappiamo sull'ivermectina come cura contro il Covid (poco)

Fino a prova contraria l'ivermectina resta però solo una speranza. Lo scorso 31 marzo l'Oms ha ricordato che le evidenze scientifiche sull'uso del farmaco "non arrivano a conclusioni definitive" e che fino a quando non ci saranno dati più solidi questo antiparassitario dovrà essere usato  " solo all'interno di studi clinici". Come del resto stanno facendo ora nel Regno Unito. La stessa agenzia europea dei medicinali aveva sconsigliato "l'uso di ivermectina per la prevenzione o il trattamento di Covid al di fuori di studi clinici randomizzati" dal momento che "i dati disponibili non supportano il suo utilizzo". Insomma, molto banalmente non ci sono prove che questo farmaco funzioni. Eppure l'ivermectina è stata spesso descritta come panacea per il Covid-19 da molti siti in odore di complottismo e perfino da qualche camice bianco. Sembra dunque ripetersi il copione andato in scena per l'idrossiclorochina, l'antimalarico indicato da più parti come il farmaco svuota ospedali che però arrivati al dunque non hai mai dimostrato di avere effetti positivi sui malati di Covid. Tant'è che la cura a base di idrossiclorochina è stata "fortemente sconsigliata" dalla stessa Organizzazione della Sanità perché non evita l'infezione né riduce ricoveri e morti; una raccomandazione condivisa dall'agenzia italiana del farmaco (Aifa) che insiste sul fatto che l'efficacia "non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti".

Del resto la lista di farmaci che purtroppo non hanno funzionato è piuttosto lunga. Una delle ultime stroncature è relativa all'uso dell'aspirina nei pazienti Covid ospedalizzati: da uno studio inglese denominato 'Recovery' che ha coinvolto quasi 15mila pazienti non è emerso nessun benificio nel trattamento con l'acido acetilsalicilico. Un'altra terapia promtettente era quella basata sul plasma iperimmune: anche in questo caso da uno studio clinico randomizzato e controllato, promosso da Istituto superiore sanità e Agenzia italiana del farmaco Aifa, non sono emersi benefici "in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi 30 giorni". Ovviamente la speranza è che con l'ivermectina (che verebbe utilizzata nell'ambito delle cure domiciliari) le cose vadano diversamente. Ma finché non arriveranno dati solidi è il caso di andarci con i piedi di piombo. 

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