Venerdì, 24 Settembre 2021
Scienze

Il maltempo ferma Sentinel 1 B, il satellite che monitorerà lo stato di salute della Terra

Parte integrante del programma di osservazione della Terra Copernicus, fornirà immagini continue, giorno e notte, in tutte le condizioni meteorologiche, del pianeta. Obiettivo: osservare più velocemente le variazioni geo-climatiche e supportare così la gestione delle emergenze

Dovrebbe essere lanciato questa sera alle 23 il satellite radio della costellazione Copernicus Sentinel 1B. Il condizionale è d'obbligo perché, a causa del maltempo, il lancio dalla base dell'ESA di Kourou in Guyana francese è stato già rinviato due volte e il tempo continua a non migliorare: la partenza inizialmente era prevista per lo scorso 22 aprile, in occasione della Giornata mondiale della Terra.
 
Sentinel 1B è il gemello del primo satellite della costellazione, 1A lanciato il 3 aprile 2014 sempre dalla base ESA di Kourou, a bordo di un vettore Soyuz, satelite che ha già fornito, ad esempio, circa 1.200 immagini radar che mostrano chiaramente i cambiamenti dei ghiacciai vicino alla costa della Groenlandia, mentre durante l’alluvione provocata dai monsoni in Myanmar i sensori radar sono stati immediatamente attivati per supportare la gestione dell’emergenza.

Sentinel-1B, al pari di 1A, è progettato per effettuare il monitoraggio continuo delle condizioni metereologiche e di illuminazione solare della terra e del mare e appartiene alla famiglia Sentinel-1, usata per l’osservazione radar. Con la sua entrata in operatività il tempo di rivitazione passerà da 12 a 6 ore. Questo genere di satellire, con vista radar, deve molto alla tecnologia italiana in quanto sviluppo dei sistemi di osservazione ognitempo e condizione di luminosità tipiche della costellazione dell'Agenzia Spaziale Italiana di Osservazione della Terra, COSMO-SkyMed.
 
Sentinel-2A invece è entrato in orbita il 23 giugno 2015 come quinta missione di Vega, il lanciatore sviluppato da ASI ed ESA per il lancio di satelliti in orbita bassa. Fa parte del gruppo Sentinel-2, dedicato all’osservazione multi-spettrale, e i suoi dati (visione a colori dell’ambiente terrestre) saranno costantemente integrati con quelli raccolti da Sentinel- 3A. Nel 2017 seguirà Sentinel-3B, che darà manforte a -3A per quanto riguarda il monitoraggio oceanografico.
 
Il programma Copernicus prevede poi altre tre famiglie di sentinelle da sviluppare nei prossimi anni: i Sentinel-4, di tipo geostazionario, monitoreranno le componenti atmosferiche; i Sentinel-5, satelliti a bassa orbita, osserveranno la composizione chimica dell’atmosfera; iSentinel-6 studieranno (come i Sentinel-3) le superfici dei mari e degli oceani a fini climatologici.
 
L’Agenzia Spaziale Europea sta già prendendo accordi per questi nuovi osservatori del nostro pianeta: è del febbraio scorso la firma del contratto stipulato con Thales Alenia Space (TAS) per la realizzazione di Sentinel-3C e -3D, che verranno mandati in orbita tra il 2020 e il 2021.
 
I dati di Sentinel 1, una volta in orbita, saranno raccolti da quattro stazioni per il Core Ground Segment di Copernicus tra le quali figura il Centro spaziale di Matera. Il centro fornirà alla Commissione Europea informazioni e mappe satellitari di aree colpite da emergenze, mettendoli a disposizione delle autorità competenti dei Paesi dell'Unione.

Basato sulla piattaforma Prima, sviluppata da Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, Sentinel-1B, che avrà un peso al lancio di circa 2200 Kg, osserverà il nostro pianeta da un’altezza di circa 700 Km con una risoluzione tra i 5 e i 25 metri, a seconda della modalità operativa selezionata, e fornirà agli utenti immagini continue, giorno e notte, in tutte le condizioni meteorologiche. 
 

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