Lunedì, 18 Ottobre 2021
SALUTE

Fa bene o è una bufala: tutta la verità sull'omeopatia

L'omeopatia non ha alcun fondamento scientifico, eppure è molto seguita. Un gruppo di scienziati cerca di fare chiarezza

Il titolo è chiaro: “Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia”. Si tratta del nuovo libro appena pubblicato da Silvio Garattini, direttore dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, per la Sironi Editore (segnalazione da NextQuotidiano).

L'obiettivo è quello di spiegare i fondamenti dell'omeopatia, a partire dai suoi esordi a metà del 1700 e capire come possa essere ancora così diffusa. Come mai tanto stupore?

Perché per anni si è cercato di verificare se tali pratiche avessero un fondamento scientifico, ma nessuno ci è mai riuscito. Nel libro, realizzato in collaborazione con numerosi ricercatori della struttura milanese, vengono quindi demolite con fatti e ricerche i punti cardini di questi rimedi che non hanno alcuna capacità terapeutica.

Un occhio di riguardo viene dato alle normative, secondo cui i prodotti omeopatici da un lato possono essere venduti solo in farmacia, alludendo quindi a una loro efficacia farmacologica, dall'altro sono esenti dal rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Il parere della scienza però è chiaro ed è stato ribadito recentemente anche dal National Health and Medical Research Council australiano, secondo cui “nessun studio di buona qualità, ben disegnato e con un buon numero di partecipanti sufficienti per un risultato significativo ha dimostrato che l’omeopatia determini miglioramenti di salute superiori rispetto al placebo", ovvero di quel meccanismo per cui credendo erroneamente che qualcosa ci faccia bene, stiamo bene per davvero (meccanismo tipico delle malattie temporanee che tendono a passare da sole in poco tempo).

Il libro si scaglia anche contro chi ha cercato di dare credito scientifico all'omeopatia senza mai riuscirci: è il caso di Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina per aver isolato il virus dell'HIV, che ha cercato di dimostrare la ‘memoria dell’acqua’, tesi fondamentale dell'omeopatia secondo cui l’acqua manterrebbe l’impronta della sostanza in essa disciolta, anche dopo aver diluito per centinaia di volte il principio. Anche in questo caso, lo scienziato non ci è riuscito, nonostante abbia cercato di affermarlo.

Questo testo è caldamente consigliato per chiunque voglia approfondire l'argomento, basandosi sulle conoscenze scientifiche attuali, ma non mancheranno le polemiche, dal momento che, secondo l’Istat, nel 2013 il 4% degli italiani hanno fatto ricorso alle cure omeopatiche.

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