Domenica, 9 Maggio 2021
SALUTE

Mattarella e il silenzio sull'uranio impoverito: la bufala di Grillo

Ancora prima della sua nomina come Presidente della Repubblica, Beppe Grillo ha fatto girare la voce che Mattarella avesse negato il nesso con l'insorgenza di tumori. Facciamo chiarezza

Nemmeno diventato Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è entrato nel mirino di Beppe Grillo, secondo cui a suo tempo avrebbe negato il nesso tra uranio impoverito e insorgenza di tumori nei reduci nella guerra dei Balcani e perfino l'utilizzo stesso.

Ma come sono andate esattamente le cose?

Un'attenta analisi di Italia Unita Per La Scienza ha cercato di spiegarlo. L'uranio impoverito è un prodotto di scarto del processo di arricchimento dell'uranio arricchito usato nelle centrali nucleari. Esso ha un'ottima resistenza ed è quindi stato usato per anni dalle forze militari, soprattutto nella Guerra del Golfo e nei Balcani.

Quando numerosi reduci di guerra italiani svilupparono tumori, fu lo stesso Mattarella, ai tempi Ministro della Difesa (Gennaio 2001), a istituire una Commissione d'Inchiesta scientifica per far luce sul caso. Fino ad allora, infatti, non c'erano studi scientifici che mostrassero effetti dannosi dell'uranio impoverito sulla salute umana. I pochi dati disponibili erano infatti contrastanti e anche l'esito dell'inchiesta non permise di mettere in relazione l'uranio impoverito coi casi di tumore.

Per avere dei primi dati chiari si dovette infatti aspettare il 2005, anno in cui la relazione uranio impoverito-tumori divenne evidente. Ma erano nel frattempo passati quattro anni dall'incarico di Mattarella (che terminò il mandato nel Giugno 2001). 

Nessun complotto, quindi, né alcun tentativo di nascondere una tragica correlazione che solo dopo anni di studio si è potuta accertare in maniera chiara e non con semplici supposizioni.

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