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Lunedì, 24 Gennaio 2022
La ricerca

I microbi si stanno evolvendo per "mangiare" la plastica

Un team svedese ha scoperto oltre 30.000 enzimi in grado di degradare 10 diversi tipi di materiali

Secondo uno studio realizzato dai ricercatori della Chalmers University of Technology (Svezia) i microbi presenti negli oceani e nel suolo di tutto il mondo si stanno evolvendo per "nutrirsi" di plastica. Il fatto che ci siano dei microbi in grado di "digerire" questo materiale non è una novità, ma ora c'è la prova che questi micro organismi si stiano abituando alla massiccia presenza di plastica e stiano evolvendo di conseguenza. 

Si tratta della prima ricerca che prova a valutare su larga scala l'adattamento dei batteri all'inquinamento da plastica prodotto dall'uomo. Il team ha analizzato 200 milioni di campioni di DNA prelevati da diverse parti del mondo scoprendo oltre 30.000 enzimi in grado di degradare 10 diversi tipi di materiali plastici. Circa 12.000 dei nuovi enzimi sono stati trovati in campioni oceanici, prelevati in 67 località diverse e a tre diverse profondità. Tanto più i campioni venivano prelevati in profondità (dove i livello di inquinamento sono maggiori) tanto più risultava elevato il livello di enzimi degradanti. 

"Abbiamo trovato molti elementi a sostegno del fatto che il potenziale di degradazione della plastica del microbioma globale è fortemente correlato con le misurazioni dell'inquinamento ambientale da plastica", ha spiegato Aleksej Zelezniak, docente presso la Chalmers University. "Una dimostrazione significativa di come l'ambiente sta rispondendo alle pressioni che stiamo esercitando su di esso". 

Quasi il 60% dei nuovi enzimi non rientrava in nessuna classe di enzimi noti, hanno affermato gli scienziati, e si ritiene che siano in grado di degradare la plastica in modi precedentemente sconosciuti. I microbi dunque potrebbero essere un importante alleato nella lotta all'inquinamento. "Non ci aspettavamo di trovare un numero così elevato di enzimi in così tanti microbi e habitat ambientali diversi" ha commentato Jan Zrimec, ricercatore alla Chalmers University, parlando di una "scoperta sorprendente". Zrimec  ha aggiunto che i nuovi enzimi potrebbero essere studiati e usati per "progettare comunità microbiche con funzioni di degradazione mirate per specifici tipi di polimeri".

Il mondo invaso dalla plastica

Secondo un recente rapporto della Environmental Investigation Agency (Eia), un'agenzia inglese che si occupa di crimini contro la fauna selvatica e l'ambiente, gli uomini hanno prodotto in tutto dieci miliardi di tonnellate di plastica, una quantita enorme. E di queste, circa sei miliardi si trovano in discariche o inquinano l'ambiente, mostrando che il problema del loro riciclaggio e smaltimento è ancora pressante.

Negli ultimi 65 anni c'è stato il boom dell'utilizzo di questo materiale e la produzione di plastica è aumentata del 18.300 per cento. Un aumento esponenziale iniziato "a metà degli anni '50 quando si è scoperto che i prodotti di scarto dell'industria petrolchimica potevano essere usati per fare il PVC. Questo, combinato con l'immagine pubblica positiva della plastica come materiale pulito, alla moda e moderno, segnò l'inizio di una nuova era per l'economia di consumo. Basato sulla plastica monouso, nacque un nuovo nato un nuovo 'stile di vita di convenienza', che è stato accolto dall'emergente atmosfera politica neoliberale che incoraggiava il consumo di quantità di risorse sempre maggiori".

Secondo il report, la plastica, oltre alla distruzione di oceani ed ecosistemi, sarebbe responsabile del cambiamento climatico. "L'incenerimento e la combustione all'aperto di rifiuti di plastica emettono alte quantità di anidride carbonica (Co2) e altri inquinanti climatici. In media, una tonnellata di imballaggi di plastica rilascia circa 2,9 tonnellate di Co2 nell'atmosfera. La plastica emette anche metano ed etilene mentre si decompongono lentamente, sia nelle discariche che nell'ambiente aperto".

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