Domenica, 17 Gennaio 2021
Nuove speranze

Nanoanticorpi (sviluppati dai lama) e interferone beta: le nuove armi contro il coronavirus

Non solo il vaccino, contro il virus SarsCov2 si sperimentano nuove terapie farmacologiche: due sono gli studi più promettenti

Non solo il vaccino, contro il virus SarsCov2 si sperimentano nuove terapie farmacologiche. Tramontate le speranze per gli antivirali e farmaci antireumatici, sono due gli studi più promettenti al momento. Entrambi puntano sullo stimolare le difese immunitarie.

Il primo è stato pubblicato sulla rivista Science dal Karolinska Institute su dei nuovi nanoanticorpi, sviluppati a partire da lama e alpaca dall'università di Bonn e dallo Scripps Research Institute della California. I nanoanticorpi dovebbero bloccare la proteina spike, impedendole di attaccarsi alla cellula umana e aprire la strada al virus. A differenza però degli anticorpi standard, questi di formato nano potrebbero funzionare meglio, perchè capaci di attaccarsi al virus in più punti, oltre che più stabili e facili da produrre su larga scala a parità di costi-efficacia.

"Abbiamo unito insieme più nanoanticorpi che si legano a due diversi punti della proteina spike del coronavirus", spiega Martin Hallberg, uno degli autori dello studio. "Questa combinazione si attacca meglio rispetto ai singoli anticorpi ed è eccezionalmente efficace nel bloccare il virus, impendendogli di diffondersi tra le cellule umane", continua. Inoltre funziona anche con varianti del virus. Un'azienda spin-off dell'università di Bonn si prepara a testarli in sperimentazioni cliniche sull'uomo

Una seconda ricerca invece guarda con attesa ai primi test della nuova terapia anti-Covid a base di interferone beta, una delle prime linea di difesa del corpo contro i virus, già usato anche nella terapia per la sclerosi multipla.

Come riporta la Bbc la terapia, messa a punto dall'ospedale universitario di Southampton, verrà testata su 600 pazienti ricoverati in ospedale in una vasta sperimentazione in 20 paesi, coordinata dal Regno Unito. Si prevede di stimolare il sistema immunitario e le cellule a combattere il virus. I dati della sperimentazione di fase II, fatta l'anno scorso su un centinaio di pazienti, sono promettenti e mostrano una riduzione di quasi l'80% del rischio di sviluppare una forma grave di Covid nei ricoverati in ospedale. Il SarsCov2 sembra però bloccare la sua produzione per sfuggire al sistema immunitario. Il nuovo farmaco viene rilasciato direttamente nelle vie aeree con un nebulizzatore. L'idea è che facendo arrivare la proteina nei polmoni si stimoli una risposta anti-virale più forte, anche nei pazienti con sistema immunitario già indebolito. I risultati dovrebbero arrivare all'inizio dell'estate. C'è tuttavia un problema di costi: un ciclo di questa terapia costerebbe circa 2200 euro.  

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