Domenica, 7 Marzo 2021

Naringenina: "la sostanza potrebbe fermare i coronavirus", ma gli scienziati sono scettici

Uno studio coordinato dall'Università Sapienza di Roma e pubblicato su 'Pharmacological Research' ha scoperto il tallone d'Achille dei virus, individuandolo nei canali ionici lisosomiali Tpc (Two-PoreChannels)

Un nuovo bersaglio molecolare per il controllo dell'infezione dei diversi ceppi di coronavirus, fra cui Sars-CoV-2, che apre la strada a strategie innovative per la terapia medica di questo tipo di infezioni virali. A scoprirlo è uno studio coordinato dall'Università Sapienza di Roma, in collaborazione con altri atenei italiani, e pubblicato su 'Pharmacological Research', che ha scoperto il 'tallone d'Achille' dei coronavirus, individuandolo nei canali ionici lisosomiali Tpc (Two-PoreChannels).

Naringenina: la molecola che potrebbe fermare il coronavirus

L'intuizione che la proliferazione di Sars-CoV-2 si possa prevenire inibendo uno specifico bersaglio molecolare responsabile della progressione del virus appena entrato nella cellula è nata nel laboratorio dell'Unità di Istologia ed Embriologia medica diretto da Antonio Filippini del Dipartimento di Scienze anatomiche, istologiche, medico-legali e dell'apparato locomotore della Sapienza Università di Roma.

Il tallone d'Achille dei coronavirus è stato identificato nei canali ionici lisosomiali Tpc, da anni oggetto di studio del gruppo di ricerca della Sapienza che, in collaborazione con Armando Carpaneto dell'Università di Genova, ha di recente scoperto nella Naringenina, una sostanza naturale di agrumi e altri vegetali di uso alimentare, un'arma efficace per inibire questi canali. Per verificare l'ipotesi è stato necessario creare ponti tra competenze di biologia cellulare e di virologia, coinvolgendo in un lavoro di squadra virologi delle università di Roma e Milano.

In particolare, spiega oggi l'AdnKronos Salute, il gruppo di ricercatori del Laboratorio di Virologia della Sapienza guidato da Guido Antonelli ha scoperto che il trattamento di cellule con Naringenina previene l'infezione di più di un tipo di coronavirus, bloccando quindi il progredire dell'infezione. In aggiunta a questi risultati, il team del Laboratorio di Microbiologia dell'università Vita-Salute San Raffaele, guidato da Massimo Clementi, ha dimostrato che, alle stesse dosi, anche l'infezione di Sars-CoV-2 viene arrestata.

naringenina coronavirus 1-2

Un ulteriore vantaggio ai fini di una possibile applicazione terapeutica di Naringenina è rappresentato dal fatto che questa molecola è in grado di contrastare efficacemente la dannosa produzione di citochine dell'infiammazione, la cosiddetta tempesta infiammatoria, che si scatena nel corso dell'infezione virale. "L'identificazione di un bersaglio cellulare e la dimostrazione che è possibile colpirlo in modo efficace, rappresenta un sostanziale passo avanti verso l'ambizioso obiettivo di arrestare l'epidemia da Covid-19", commenta Antonio Filippini. "La sfida successiva, a cui stiamo lavorando, con l'importante ausilio di nuove competenze nanotecnologiche interne a Sapienza - aggiunge - è individuare la formulazione ottimale per veicolare il farmaco alle più basse concentrazioni possibili in modo efficace e selettivo alle vie aeree, il primo fronte critico su cui combattere l'infezione".

Ma lo scienziato Enrico Bucci sulla sua pagina facebook tende invece a spegnere gli entusiasmi sulla naringenina: "Il problema, come già per la quercetina, è sempre lo stesso: i composti come la naringenina e la naringina rientrano in una categoria di sostanze naturali chiamate PAINS, ovvero "Pan-assay interfering natural substances", cioè sostanze che, qualunque sia il test che si effettua, tendono a mostrare attività, a causa di effetti molto poco specifici, che nulla hanno a che vedere con il loro possibile utilizzo come farmaci. I PAINS qualche anno fa furono posti all'attenzione di tutti coloro che sviluppano farmaci per evitare di essere tratti in inganno nella fase precoce della scoperta di composti attivi. Quando qualcuno prende sul serio i risultati fuorvianti osservati in vitro per tali composti, si arriva a credere che essi siano una panacea: così accade anche per la naringenina, che è stata testata in una impressionante varietà di condizioni diverse, finora senza nessun esito chiaro, come per ogni altro composto PAINS. Oltre che dal numero di condizioni per le quali sarebbero rimedio, che la naringenina e la naringina siano PAINS, è apparente anche dal numero di bersagli molecolari completamente diversi con i quali interagirebbero: a parte quelli riportati recentemente nello studio contro il COVID-19, qui per esempio trovate la prova dell'interferenza con altre proteine completamente diverse, e si potrebbe continuare a lungo. In vitro, questi composti sembrano fare tutto quello che gli si chiede, e per questo sono portati poi in clinica in condizioni così disparate; ma tutti sappiamo che quando un composto viene proposto come panacea contro tutti i mali, probabilmente non funziona. Peraltro, alcune interazioni INDESIDERATE di naringina e naringenina sono proprio di tipo farmacologico: sebbene vi siano studi contrastanti, queste sostanze sembrano inibire il metabolismo di altri farmaci che sono assunti da chi li consuma, per cui DrugBank riporta interazioni potenzialmente pericolose della naringenina con 99 altri farmaci. Non a caso, si sconsiglia di assumere succo di pompelmo durante molti trattamenti farmacologici; anche naringina e naringenina potrebbero essere fra i composti presenti in quell'alimento che danno problemi di interazione con i farmaci. A questo punto, il primo consiglio da dare a chi si precipita in farmacia a comprare integratori è quello di stare attenti, perchè non tutti sono privi di conseguenze inattese se si è in terapia per altre condizioni; il secondo, forse ancora più importante, è di aspettare a credere a chi dice che "è stato scoperto il tallone di Achille" della malattia e ha già il rimedio pronto".

EDIT 1 NOVEMBRE 2020: L'articolo è stato aggiornato rispetto alla sua pubblicazione iniziale aggiungendo l'opinione di Bucci. 

Il piano per il lockdown in Italia dal 9 novembre (smentito dal governo?)

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