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Martedì, 18 Giugno 2024
Lo studio / Stati Uniti d'America

"C'è vita nell'universo ma gli UFO sono tutt'altro che extraterrestri"

Cosa dice l'ultimo rapporto ufficiale della Nasa che ha presentato un studio indipendente sui fenomeni anomali non identificati (UAP)

Una ricerca indipendente per studiare gli Ufo. O meglio, gli Upa. L'Agenzia spaziale americana (Nasa) ha pubblicato i risultati di uno studio sui fenomeni anomali non identificati (Upa, appunto), cioè tutti quei fenomeni che si sono osservati ma ancora senza una spiegazione. Uno studio scientifico che puntava a confermare o meno l'esistenza degli extraterrestri, forse, o quanto meno a trovare prove della loro esistenza. Iniziato nel 2022, i ricercatori indipendenti hanno applicato il metodo scientifico a tutte quelle osservazioni senza spiegazione. 

Lo studio

Partito a giugno 2022, lo studio ha coinvolto sedici scienziati indipendenti per studiare i fenomeni anomali non identificati. L'obiettivo era quello di trovare l'origine di tali fenomeni osservati non escludendo che si potessero trattare di prove di vita extraterrestre. Per queste ragioni, gli scienziati hanno applicato il metodo scientifico nello studio dei vari eventi sottoposti alle analisi. Non si tratta di un'ovvietà, quanto piuttosto di una precisazione dello stesso report: spesso - nello studio sull'origine di questi fenomeni - vengono utilizzati modelli di ricerca che non rientrano propriamente nel metodo scientifico canonico e sfociano in altro.

Un pallone aerostatico dal centro meteo Cape Carneval in Florida - screenshot dal rapporto Nasa

Quanto sottoposto alle analisi dei sedici studiosi sono gli Unidentified Anomalous Phenomena, i fenomeni anomali non identificati, sintetizzati dalla sigla Uap. Secondo la definizione del report, gli Uap sono "osservazioni di eventi nel cielo che non possono essere identificati come aerei né come fenomeni naturali da un punto di vista scientifico". Gli studiosi sono partiti da dei presupposti e da delle domande: "Recentemente, molti testimoni credibili, spesso aviatori militari, hanno segnalato di aver visto oggetti che non riconoscevano nello spazio aereo degli Stati Uniti. La maggior parte di questi eventi è stata successivamente spiegata, ma una piccola parte non può essere immediatamente identificata come fenomeni noti di origine umana o naturale. Questi eventi sono ora collettivamente indicati come Uap. Ma questi oggetti sono reali o sono artefatti dei sensori? Rappresentano una minaccia per la sicurezza aerospaziale? Sono una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti? Sono fenomeni naturali sconosciuti? Cos'altro potrebbero essere?". 

Il motivo legato allo studio sugli Uap è da ricercarsi in primo luogo nel progresso scientifico. Ma nel contesto dello studio non è venuta a meno la sicurezza degli spazi aerei degli Stati Uniti. Sono questi i due filoni principali che hanno spinto alla creazione del progetto indipendente. Il Pentagono recentemente ha creato un ufficio governativo specializzato nella ricerca e nello studio dei fenomeni non identificati. L'obiettivo anche di questa ricerca è stata valutare l'effettiva quantità di dati a disposizione per cercare di dare risposte e - soprattutto - come raccoglierli nel futuro. 

I risultati

Le conclusioni del report stilato dalla Nasa non sono state ricche di grandi scoperte. Nella pubblicazione hanno spiegato come i dati in loro possesso siano ancora insufficienti per spiegare la totalità di fenomeni sottoposti all'analisi. Il che "rende impossibile trarre conclusioni scientifiche definitive sulla loro natura (di tutti gli Uap, ndr)".

Le conclusioni del rapporto parlano anche della difficoltà della ricerca da un punto di vista di "stigma sociale". "La percezione negativa che circonda la segnalazione degli UAP costituisce un ostacolo alla raccolta di dati su questi fenomeni", scrivono, ma: "Il coinvolgimento dell'agenzia americana nello studio degli Uap avrà un ruolo fondamentale nel ridurre lo stigma associato alla segnalazione dei fenomeni, che quasi certamente porta all'abbandono dell'acquisizione di ulteriori dati. La fiducia di lunga data della Nasa nel pubblico, essenziale per comunicare ai cittadini le scoperte su questi fenomeni, è fondamentale per de-stigmatizzare la segnalazione dei fenomeni non identificati". 

Non sono stati pochi gli ostacoli durante il periodo di ricerca. In una conferenza stampa il 31 maggio 2023 i ricercatori avevano già lamentato anche minacce e insulti personali per il solo fatto di stare studiando oggetti ed eventi non identificati. "Almeno uno scienziato che faceva parte del team di studio ha riferito di aver ricevuto lettere minacciose da parte di colleghi a causa della sua appartenenza al gruppo", "altri sono stati ridicolizzati e criticati sui social", si legge.

Un primo step

La Nasa nella conferenza stampa di presentazione dei risultati ha nominato un direttore che si occuperà della ricerca degli Uap. Per cui, più che un punto di arrivo, l'Agenzia spaziale americana ha segnato un punto di partenza per lo studio di tali fenomeni. L'interesse per il mondo extraterrestre è tornato alla ribalta come argomento estremamente popolare nella società americana anche e soprattutto dopo le rivelazioni David Grusch, un veterano militare ed ex funzionario dell'intelligence.

Uno dei fenomeni studiati dalla ricerca - screen dal rapporto Nasa

Alla Camera dei rappresentanti Grush ha rivelato negli scorsi mesi di aver ottenuto prove e di aver ascoltato di testimonianze che confermano come gli Stati Uniti siano in possesso di veicoli spaziali extraterrestri e sostanze biologiche "non umane" recuperate dagli stessi veicoli. Quanto dichiarato dall'ex militare ha avuto enorme scalpore nel paese, tanto da diventare popolare anche sui social, ma non ci sono state particolari ripercussioni oltreoceano. Il veterano non ha mai mostrato le sue prove, ma ha promesso di farlo in una "sede più sicura" rispetto al parlamento americano. 

Più in generale, dal 2017 il governo statunitense si è aperto in modo più accomodante allo studio di questi fenomeni, il che ha avuto come conseguenza quella di aumentarne le segnalazioni. "Questa è la prima volta che la Nasa intraprende un'azione concreta per studiare seriamente gli Uap", ha affermato il numero uno dell'ente spaziale Bill Nelson. Quanto rivelato oggi dalla Nasa ha auto soprattutto l'obiettivo di avvicinare la popolazione al tema slegandola dal sensazionalismo alieno per riportarla su binari di carattere più empirico e scientifico. Un primo step, quindi, verso l'esplorazione dell'ignoto. 

Il report completo

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