L'olio di palma fa male? Il parere dell'Istituto Superiore di Sanità: "Non più di altri grassi"

Dopo mesi di polemiche è arrivato anche il verdetto dal ministero della Salute: l'ingrediente, molto usato nell’industria alimentare per via della sua consistenza simile al burro, presenta circa il 50% di acidi grassi saturi, i più dannosi per la salute

Quali sono i rischi dell'olio di palma? Ecco la verità
Ne abbiamo parlato più volte, ora però il dato arriva dall'Istituto Superiore di Sanità: l'olio di palma non fa più male di tanti altri grassi. Dopo tanti mesi di dibattiti è sceso in campo il Ministero della Salute, che ha pubblicato una nota per fare chiarezza.

L’olio di palma è un ingrediente molto usato nell’industria alimentare per via della sua consistenza simile al burro, la sua produttività e la mancanza di odore eccessivamente forte. Ma è nocivo alla salute? Il Ministero afferma che l'olio di palma presenta circa il 50% di acidi grassi saturi, quelli che sono più dannosi per la salute. Al tempo stesso però ricorda che non esistono "componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute". In altre parole gli effetti negativi sulla salute, come l'aumento delle malattie cardiovascolari, sono dovute all'alto consumo in generale di acidi grassi saturi, che sono contenuti anche nel latte e derivati, nelle uova e nella carne.

L'olio di palma ha meno grassi saturi del burro e anche di altri grassi vegetali, come l'olio di cocco e il burro di cacao. Non stupisce quindi che l'Istituto Superiore di Sanità non abbia preso le difese dell'olio di palma, né lo consideri "il" problema: l'olio di palma è un grasso di media qualità e con un alto contenuto di grassi saturi, è vero, ma è l'elevato apporto di grassi saturi a preoccupare, indipendemente dal fatto che provenga dall'olio di palma o meno.

Ecco quindi che i principali organismi sanitari nazionali e internazionali consigliano di mantenere sotto il 10% delle calorie totali l'assunzione di acidi grassi saturi. L'Istituto Superiore di Sanità ha anche effettuato dei calcoli, secondo cui un adulto consuma circa 27 grammi di acidi grassi saturi al giorno, di cui solo una quantità stimata tra i 2,5  e i 4,7 grammi deriva dall'olio di palma. Valori simili anche per i bambini, dove il contributo di olio di palma è sensibilmente più alto e raggiunge anche i 7,7 grammi. I dati, a dire il vero, sono relativi al consumo degli anni 2005-2006 (poiché gli unici dati disponibili) ed è lo stesso Ministero della Salute ad avvertire che negli ultimi anni si tende a consumare meno margarina e burro, a "vantaggio" proprio dell'olio di palma. Nononostante gli allarmi, però, secondo questi dati il consumo di acidi grassi saturi sarebbe non molto superiore al valore suggerito per prevenire i principali disturbi alla salute, anche se trattandosi di valori medi, bisogna fare attenzione.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità l’olio di palma è una fonte di acidi grassi saturi che non ha effetti diversi "sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale" come il burro. Semmai, conclude il Ministero "occorre ribadire la necessità di contenere il consumo di alimenti apportatori di elevate quantità di grassi saturi".

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