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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Luci misteriose nel cielo / Stati Uniti d'America

Dopo gli "ufo" anche misteriosi laser verdi nei cieli ma c'è una spiegazione

Sono stati ripresi lo scorso 28 gennaio dalle telecamere dell’osservatorio astronomico nazionale del Giappone e sembrano provenire da un satellite di monitoraggio ambientale cinese

I cieli americani sembrano davvero affollati ultimamente. Proprio nei giorni in cui esplodeva il caso del presunto pallone spia cinese che ha sorvolato i siti di lancio nucleare del Montana, a più di cinquemila chilometri di distanza, sopra l’arcipelago delle Hawaii, andava in scena un altra misteriosa intrusione nello spazio aereo degli Stati Uniti. Una serie di potenti raggi laser di colore verde provenienti dallo spazio hanno infatti squarciato il cielo notturno lo scorso 28 gennaio, lasciando gli stupefatti operatori del telescopio giapponese Subaru, posizionato sulla vetta del monte Manua Loa (il più alto dell’arcipelago) a domandarsi di cosa si trattasse. Alieni? Innovative tecnologie d'intelligence? Una prova che alla fin fine viviamo tutti all’interno di Matrix? Non proprio: la risposta è infatti molto meno stravagante, anche se confermarlo è stato più difficile di quanto potreste immaginare.

La prima ipotesi dei ricercatori dell’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone (responsabili delle operazioni del telescopio Subaru) è stata infatti che si trattasse di raggi laser provenienti da un satellite della Nasa orbitante proprio al di sopra dell’area. Il satellite in questione si chiama ICESat-2, ed è stato lanciato nel 2018 per monitorare lo spessore delle calotte glaciali e delle foreste del nostro pianeta. Per farlo utilizza un sistema Lidar, un dispositivo di rilevamento simile al radar, che sfrutta però la luce, e non il suono, per mappare gli oggetti presenti nella sua area di osservazione. Interferendo con la foschia o con le nubi i raggi laser sparati dal satellite, solitamente invisibili, possono teoricamente essere individuati anche da terra, e produrre gli effetti ripresi dalle telecamere giapponesi.

Spiegazione credibile, che si è però rivelata scorretta: i calcoli effettuati dagli stessi ricercatori della Nasa una volta appresa la notizia hanno infatti escluso che il responsabile dello strano fenomeno notturno potesse essere ICESat-2. Simulando la traiettoria di altri satelliti dotati di strumentazione simile, hanno puntato il dito su un altro satellite: Daqi-1/AEMS, lanciato dall’agenzia spaziale cinese giusto lo scorso anno per monitorare la qualità dell’atmosfera terrestre.

Si tratta infatti di uno dei nuovi satelliti che la Cina sta mettendo in orbita nell’ambito del suo programma di lotta all’inquinamento atmosferico. È dotato di cinque strumenti scientifici con cui è in grado di monitorare la concentrazione di CO2, particolato e altri tipi d'inquinanti presenti nell’atmosfera. Uno di questi è l’Aerosol and Carbon dioxide Detection Lidar (Acdl), un lidar, appunto, che emette raggi laser su varie lunghezze d’onda per identificare differenti particelle presenti nell’atmosfera, tra cui, ovviamente, anche un raggio con frequenza di 532 nanometri, corrispondente al laser di colore verde apparso nei cieli hawaiani.

Mistero svelato, dunque. E se per ora simili avvistamenti rappresentano ancora una rarità, in futuro potrebbero invece farsi sempre più comuni. Daq-1 è infatti solo il primo di un network di satelliti cinesi che verranno lanciati nei prossimi anni, per assistere il paese nell’ambiziosa transizione green che dovrebbe culminare con l’azzeramento delle emissioni entro il 2060. E con una flotta in continuo aumento, potremmo doverci preso abituare al balenare dei lidar cinesi nei cieli di mezzo mondo.

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