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Domenica, 23 Giugno 2024
Lo studio / Egitto

"Così hanno costruito le piramidi": risolto (forse) il mistero

Secondo un team di ricercatori, le 31 piramidi che si trovano in Egitto vennero costruite lungo un ramo "perduto" del Nilo: il corso d'acqua veniva sfruttato per trasportare i blocchi di pietra, le attrezzature e le persone

Mastodontiche e affascinanti, da sempre avvolte da un'aura di mistero. Le piramidi rimangono tra le costruzioni più spettacolari e iconiche del mondo, con un quesito che nel corso degli anni ha interrogato schiere di scienziati: come sono state costruite? Adesso, un gruppo di ricercatori dell'Università della Carolina del Nord Wilmington, crede di aver trovato finalmente una risposta su come vennero realizzate, oltre 4mila anni fa, le 31 piramidi che si trovano in Egitto.

Il mistero delle piramidi

Secondo gli esperti, è probabile che le piramidi siano state costruite lungo un antico ramo del fiume Nilo, perduto da tempo e che ora è nascosto sotto il deserto e i terreni agricoli. Per diversi anni gli archeologi hanno ipotizzato che gli antichi egizi avessero sfruttato un corso d'acqua per trasportare i materiali pesanti, come i blocchi di pietra necessari per costruire le piramidi. "Fino a ora - ha spiegato il professor Eman Ghoneim, uno degli autori dello studio - non eravamo sicuri della posizione, della forma, delle dimensioni o della vicinanza di questo mega corso d'acqua al sito reale delle piramidi". Il gruppo di ricercatori ha studiato la topografia superficiale della sezione dell'antico ramo di Ahramat, situato di fronte alle piramidi di Giza e alla Grande Sfinge. Uno sforzo che ha coinvolto strumenti di diverso genere, dai radar satellitari alle mappe storiche, indagini geofisiche e carotaggi di sedimenti per il recupero di campioni da analizzare.

Lo studio su Nature

L'obiettivo dello studio era mappare questo ramo scomparso del Nilo, che secondo gli esperti sarebbe stato sepolto migliaia di anni fa in seguito a una grande siccità e alle tempeste di sabbia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature e mostra immagini mai viste prima: fiumi sepolti e antiche strutture che prima si trovavano nei pressi della maggior parte delle piramidi.

Le mappe pubblicate sulla rivista Nature

Secondo la dottoressa Suzanne Onstine, una delle autrici dello studio intervistata dalla Bbc, questo potrebbe finalmente spiegare come sia stato possibile per gli antichi egizi costruire delle strutture così complesse e dalle grandi dimensioni: "L'individuazione del ramo del fiume e i dati raccolti mostrano l'esistenza di un corso d'acqua che poteva essere utilizzato per trasportare i blocchi più pesanti, le attrezzature e le persone. Tutto questo potrebbe davvero spiegare come sono state costruite le piramidi".

Il ramo "perduto" del Nilo

Il ramo del fiume scoperto dai ricercatori, chiamato Ahramat (che in arabo significa via delle piramidi), era lungo circa 64 km e largo tra i 200 i 700 metri, e costeggiava le 31 piramidi costruite tra 4.700 e 3.700 anni fa. Questa scoperta spiegherebbe inoltre il motivo dell'elevata densità di piramidi tra Giza e Lisht, in un'area che oggi è totalmente desertica e inospitale. La vicinanza del corso d'acqua alla posizione delle piramidi suggerisce che questo fosse attivo durante le operazioni di costruzione: "Gli egiziani usavano l'energia del fiume - ha aggiunto la dottoressa Onstine -, trasportando così i blocchi pesanti invece di usare gli esseri umani. Un modo più rapido e molto meno faticoso". Il mistero, forse, è stato risolto, ma una cosa è certa, oggi come 5mila anni fa, il Nilo rimane la salvezza dell'Egitto.

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