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Sabato, 26 Novembre 2022
Quanti siamo?

Sulla Terra siamo otto miliardi e siamo anche sempre più vecchi

Secondo le previsioni dell’Onu il traguardo è stato superato il 15 novembre. Le stesse stime ci dicono che le nascite sono in calo, l’aspettativa di vita in aumento, e che l’umanità è destinata ad invecchiare velocemente nell’arco del prossimo secolo

La popolazione mondiale ha appena raggiunto un nuovo record: dal 15 novembre il numero di esseri umani sulla Terra ha superato quota 8 miliardi. O almeno, è quello che prevedono i modelli statistici elaborati dalle Nazioni Unite. Il trend è chiaro: appena 12 anni fa eravamo in sette miliardi, all’inizio del secolo scorso due. Per arrivare al prossimo traguardo, quello dei 9 miliardi di esseri umani, i calcoli prevedono invece un’attesa di circa 15 anni. Dopo decenni di crescita demografica frenetica, il rallentamento è quindi è evidente, e ha una causa precisa: il crollo dei tassi di fertilità globale, che unito all’allungamento dell’aspettativa di vita ci porterà a vivere in un mondo non solo sovraffollato, ma anche sempre più anziano.

Ovviamente, la data del 15 novembre non è esattamente una certezza: si tratta di una media tratta dai modelli utilizzati dalle Nazioni Unite, e non ci sono certezze che corrisponda esattamente alla realtà. “È un’approssimazione grossolana, che andrebbe presa più come un traguardo simbolico”, spiega a Nature Patrick Gerland, direttore della divisione di demografia della Population Division dell’Onu. “Potremmo averlo superato, o potrebbe accadere tra qualche tempo, ma è più o meno ora che l’umanità ha raggiunto quota otto miliardi”.

Come dicevamo, nonostante la popolazione mondiale continui ad aumentare stabilmente, il trend sta rallentando. Soprattutto per via di un forte calo dell’indice di fertilità, cioè del numero di nuovi nati: dagli anni 50 è praticamente dimezzato, e oggi è fermo a circa 2,3 nascite per donna. Numeri medi, che rendono conto di paesi a basso e alto reddito, e rendono piuttosto evidente il rallentamento demografico a cui stiamo andando incontro. Come dicevamo, anche la mortalità è in calo, e l’allungamento della durata media della vita è destinato a invecchiare progressivamente la popolazione mondiale: oggi gli over 65 sono 783 milioni, e le previsioni Onu ci dicono che saranno un miliardo nel 2030, un miliardo e quattrocentomila nel ‘43.

Anche l’età media della popolazione mondiale è cresciuta notevolmente: dagli anni ‘50 del ‘900 a oggi è aumentata di otto anni, raggiungendo i 30 anni, e dovrebbe salire fino a 36 anni entro il 2050. Un bene, o un male? Dipende a chi lo chiedete: sicuramente l’allungamento della durata media della vita in tutto il mondo è un dato positivo, che parla del miglioramento costante degli standard di vita e di cura anche al di fuori del cosiddetto primo mondo; al contempo, una popolazione più anziana richiederà però forti aggiustamenti nelle nostre abitudini e nei nostri modelli organizzativi (pensiamo alle pensioni, ad esempio) per risultare sostenibile.

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