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Lunedì, 15 Aprile 2024
Il clima che cambia

Se l'estate dura cinque mesi

Lo scorso mese ha fatto segnare temperature da record in tutta Europa. Un'ondata di calore anomala, che si innesta però su un trend consolidato. L'esperto a Today: "E' come se l'estate stia prendendo in prestito anche maggio e settembre"

Il mese di maggio 2022 è stato uno dei più caldi nella storia del nostro Paese. E a molti di noi ha lasciato, una volta di più, l'impressione che la primavera sia ormai un ricordo del passato. Quando si parla di clima, però, l'aneddotica lascia il tempo che trova: non basta un anno fuori dal comune per parlare di un clima che cambia, o per prevedere cosa ci attende negli anni a venire. Per questo, abbiamo chiesto aiuto ad Andrea Colombo, meteorologo di 3BMeteo, per capire che condizioni versa la stagione più bella dell'anno: che fine ha fatto, insomma, la nostra amata primavera. 

Dottor Colombo, è vero che la primavera che ricordavamo si fa sempre più rara? 

"La verità in questo caso è nel mezzo. Se ci concentriamo solamente sulle temperature, è possibile dire che in effetti nell'area del Mediterraneo le medie negli ultimi due o tre decenni sono aumentate lungo tutto l'anno, e quindi anche nei mesi primaverili, che in termini meteorologici vanno dal primo marzo alla fine di maggio. Se 30 anni fa un maggio con temperature che superano i 30 gradi poteva capitare una volta ogni 5 anni, oggi lo vediamo magari ogni paio di anni. Questo contribuisce a dare l'impressione che la primavera vada sparendo, ma in realtà le medie sono più alte anche in inverno, tendiamo ad accorgercene meno perché non ci provoca fastidi a livello fisico, come capita invece quando il caldo afoso arriva quando in passato le temperature erano tradizionalmente più miti. Guardando alle precipitazioni, però, la situazione è meno netta."

In che senso?

"Dal punto di vista delle precipitazioni non si nota ancora un trend chiaro. In realtà sembrano rimanere costanti, almeno in Italia. Concentrandoci sul mese di maggio comunque vediamo qualche differenza rispetto al trentennio precedente: i fenomeni temporaleschi, che pur contraddistinguevano questo mese anche in passato, si vanno facendo più intensi. Più simili a quelli estivi, perché dipendono dalle temperature medie più alte: un temporale che spazza via 30 gradi di temperatura è naturalmente più intenso. Il fenomeno probabilmente sarà sempre più evidente in futuro, perché si nota un aumento di frequenza delle ondate di calore nei mesi limitrofi a quelli estivi. In qualche modo, è come se l'estate stia prendendo in prestito anche maggio e settembre. Questo dipende da molti fattori, non ultimo un cambiamento degli assetti barici che rendono più raro l'allungamento dell'anticiclone delle Azzorre verso il territorio italiano: negli anni '70 e '80 era più frequente, e le masse di aria più mite che portava con sé contribuivano a contenere le temperature estive, mentre oggi lascia molto più spesso il campo all'anticiclone Africano, che sposta sul nostro paese masse di aria calda, aumentando le temperature medie."

Anche l'autunno quindi è in ritirata?

"Tutte le stagioni stanno subendo dei mutamenti legati all'aumento delle temperature medie. L'estate sembra allungarsi, e l'inverno si contrae. Ormai i mesi freddi sono quasi sempre limitati a dicembre e gennaio, e il mese di febbraio ha modificato profondamente le sue caratteristiche. Fino agli anni '70-'80 era un mese freddo e secco, mentre negli ultimi 15-20 anni rivela spesso caratteristiche precocemente primaverili, con forte piovosità anche in aree come la pianura padana e l'arco alpino, dove sopra una certa quota si osservano magari picchi di accumulo nevoso anomali. Sono tutti fenomeni che nascono in larghissima parte da un aumento delle temperature medie: le masse di aria più miti, interagendo con le condizioni di pressione atmosferica locali, rendono più probabili le precipitazioni intense. Il tutto ovviamente è legato ai cambiamenti climatici in atto, causati dalle attività umane: gli indicatori climatici si valutano su base trentennale, e nell'ultimo trentennio sono completamente usciti dai canoni di quelli precedenti. Per questo motivo, se non si riuscirà a rallentare il riscaldamento globale in futuro vivremo sicuramente in un paese con stagioni molto diverse da quelle che conoscevamo."

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