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Lunedì, 16 Maggio 2022
Xenotrapianti

È morto il primo trapiantato con un cuore di maiale ma la scienza non si arrende

L'americano David Bennett è deceduto a due mesi di distanza dall'intervento con cui aveva ricevuto un nuovo cuore da un maiale modificato geneticamente. Un sacrificio che in futuro potrebbe aiutare migliaia di pazienti in attesa di un trapianto

Per due mesi, un cuore di maiale geneticamente modificato ha battuto nel petto di un essere umano. Un intervento pionieristico, che purtroppo non ha avuto il lieto fine sperato. David Bennett, il paziente cinquantasettenne a cui era stato impiantato il cuore, è infatti deceduto lo scorso 8 marzo presso lo University of Maryland Medical Center, il centro medico dove era stata effettuata la storica operazione. Al momento non è chiaro cosa abbia causato il decesso, ma i medici sono già al lavoro per accertare le circostanze della morte di Bennett. E assicurano che le informazioni che raccoglieranno saranno cruciali per promuovere ulteriormente lo sviluppo degli xenotrapianti: l'utilizzo di organi animali al posto di quelli dei donatori umani. 

Al momento dell'operazione – avvenuta lo scorso 7 gennaio – Bennett era ben conscio dei rischi. Dall'ottobre dell'anno precedente era collegato ad un dispositivo per il supporto vitale a causa di una grave insufficienza cardiaca. Era stato ritenuto non idoneo sia per un trapianto da donatore umano, sia per l'utilizzo di un dispositivo di assistenza ventricolare (il Vad, conosciuto anche come cuore artificiale). Per quanto sperimentale, quindi, l'opportunità di sottoporsi ad uno xenotrapianto rappresentava per lui l'unica occasione per alzarsi da un letto di ospedale e tornare ad una vita attiva. 

Il cuore di maiale era stato fornito dalla Revivicor, l'unica azienda biotech attualmente attiva nella produzione di organi animali utilizzabili per trapianti negli esseri umani. Nonostante gli xenotrapianti siano studiati da decenni, è infatti solo negli ultimi anni che la ricerca nel campo ha iniziato a macinare successi concreti, grazie all'arrivo di nuove tecniche di editing genetico come Crispr-Cas9 (protagonista del Nobel per la chimica del 2020), che permettono di effettuare operazioni di taglia e cuci genetico con una precisione e una velocità ritenute un tempo impossibili. 

Per evitare il rigetto da parte dell'organismo umano, i maiali sviluppati nei laboratori della Revivicor presentano 10 precise mutazioni genetiche, che riducono drasticamente i rischi di rigetto (rendono cioè più difficile che il sistema immunitario riconosca l'organo come estraneo e decida di attaccarlo) e impediscono al cuore di rispondere agli ormoni della crescita umani, per evitare che cresca fino alle dimensioni di quello di un maiale adulto, un animale che può raggiungere anche i 400 chili. 

Inizialmente, l'intervento si era rivelato un successo. L'organismo del paziente non ha infatti mostrato segni di rigetto, e il cuore ha funzionato correttamente per oltre un mese (una soglia critica nei trapianti di cuore). Bennett – raccontano – ha potuto trascorrere del tempo con i famigliari, e ha effettuato diverse sessioni di fisioterapia, con la prospettiva di tornare a casa non appena avesse recuperato le forze. Le sue condizioni sono però peggiorate di colpo nelle scorse settimane, portandolo alla morte nel giro di alcuni giorni. Come riportato dal New York Times, al momento il team medico che ha seguito il trapianto non ha ancora identificato la causa del decesso. Gli accertamenti proseguiranno però nei prossimi giorni, con l'obbiettivo di pubblicare al più presto i risultati su una rivista scientifica peer reviewed. 

“Siamo estremamente grati nei confronti del signor Bennett per il contributo storico che ha dato al campo della xenotrapiantologia”, commenta Muhammad M. Mohiuddin, direttore scientifico del programma di xenotrapianti cardiaci dello University of Maryland Medical Center. “Abbiamo ottenuto informazioni preziosissime, scoprendo che un cuore di maiale modificato geneticamente può funzionare efficacemente all'interno del corpo umano se il sistema immunitario è adeguatamente soppresso. Rimaniamo per questo ottimisti e continueremo a lavorare a nuovi trial clinici”. 

Nonostante questa temporanea battuta d'arresto, il campo della xenotrapiantologia rimane infatti in pieno fermento. Giusto lo scorso anno, i reni provenienti dagli stessi maiali geneticamente modificati utilizzati nel caso di David Bennett erano stati impiantati in due pazienti cerebralmente morti, senza essere rigettati e riuscendo a funzionare normalmente, producendo anche dell'urina, per diversi giorni.

“Speriamo che questa storia possa essere l'inizio, e non la fine, di una nuova speranza”, ha dichiarato al New York Times il figlio di David Bennett. “Ci auguriamo che quel che è stato appreso da questo intervento possa aiutare altri pazienti in futuro, e porre fine un giorno, si spera, alla carenza di organi che costa tante vite ogni anno”. 

Solo in Italia, d'altronde, sono oltre 8mila le persone attualmente in attesa di un trapianto. In America sono 106mila, e ogni giorno 17 di loro muoiono aspettando un organo che non arriva. E con numeri del genere, la ricerca di un'alternativa ai donatori umani è certamente destinata a rimanere una priorità sul piano scientifico. 

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