Giovedì, 17 Giugno 2021
Altri passi avanti

Scoperta la proteina che aggrava i sintomi di Covid-19

Eliminando la proteina Notch4, che si trova in alcune cellule immunitarie dei polmoni, è possibile prevenire l’aggravamento dei sintomi nei pazienti con Covid-19: lo studio di medici del San Martino di Genova con l’università di Harvard

Si chiama Notch4 ed è la proteina responsabile dell’aggravamento delle condizioni cliniche dovute a Covid-19 ed altre infezioni polmonari virali. È presente anche in alcune cellule immunitarie dei polmoni ed eliminandola è possibile prevenire l'aggravamento dei sintomi nei pazienti affetti da Covid-19.

È il risultato di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Immunity e coordinato dall'immologo Raffaele De Palma, dell'Ospedale Policlinico San Martino, dell'Università di Genova e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pozzuoli, e da Talal Chatila, dell'Università di Harvard, come fa sapere in una nota il nosocomio genovese.

Quando avviene l’incontro con un agente patogeno, il sistema immunitario attiva una serie di risposte che in condizioni normali vengono bloccate da un meccanismo di autoregolazione. Entrano in campo infatti alcune cellule dell’immunità, tra cui alcuni linfociti chiamati 'cellulare T regolatore' (Treg) capaci di spegnere le rispondere infiammatorie. Quando questo meccanismo di autoregolazione non funziona, l'infiammazione diventa incontrollabile. È quello che avviene ad esempio con la 'tempesta citochinica', la risposta immunitaria dovuta all'eccessiva produzione di proteine infiammatorie che anziché contrastare l'infezione la accelerano.

La presenza della proetina Notch4 nei pazienti con Covid-19

"La tempesta citochinica è un fenomeno riscontrato nei pazienti colpiti da forme gravi di Covid-19: questo processo alimenta l'infiammazione che caratterizza la polmonite per un difetto nel sistema di controllo che non è più in grado di bloccare la risposta dell'immunità", ha ricordato il dottor De Palma. I risultati del lavoro pubblicato su Immunity "hanno dimostrato che nelle Treg provenienti dal tessuto polmonare di persone con Covid-19 c'è una anomala presenza della proteina Notch4: più proteina c'è e più gravi sono le condizioni del paziente; la concentrazione della proteina torna invece a livelli normali nei soggetti in via di guarigione. Abbiamo inoltre osservato che, eliminando questa proteina nelle Treg di topi affetti da infezioni respiratorie virali, è possibile prevenire l'aggravamento delle condizioni di salute e addirittura la morte".

Cioè è dovuto "alla capacità da parte della proteina Notch4 di inibire l’attività di una seconda proteina, chiamata Amfiregulina, che invece svolge un ruolo fondamentale nel bloccare l’infiammazione e favorire il riparo del tessuto dei polmoni" e per questo, ha spiegato De Palma, la proteina in questione "rappresenta un possibile bersaglio terapeutico per contrastare l’infiammazione polmonare provocata non solo da Covid-19, ma anche da tutti i virus in grado di attaccare questo tessuto. Nel loro insieme i risultati aprono una nuova strada per trattare le infezioni polmonari virali acute e, verosimilmente, di tutte le patologie polmonari caratterizzate da infiammazione".

"Questi risultati sono la conferma che, nonostante i mesi difficili, le attività di ricerca del Policlinico non si sono mai fermate, anzi stanno facendo numerosi passi avanti per affrontare e provare a vincere molte battaglie, tra cui la lotta contro il Covid-19”, ha commentato Antonio Uccelli, Direttore Scientifico dell’Ospedale Policlinico San Martino.

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