Mercoledì, 23 Giugno 2021
Il vademecum delle polemiche

Curare la Covid a casa: i medici di base sconfessano il "protocollo Bassetti"

L'infettivologo genovese noto per le sue innumerevoli ospitate in tv, è finito nel mirino dei medici di famiglia per il vademecum in cui Matteo Bassetti propina una serie di consigli su farmaci e misure cui attenersi per la cura dei pazienti covid

Ha fatto molto scalpore il cosidetto "protocollo di Bassetti", una sorta di vademecum destinato ai medici di base reso noto ieri da il professore Matteo Bassetti, infettivologo e primario di Malattie Infettive all’ospedale San Martino di Genova. 

Nonostante la stessa Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) abbia collaborato più volte con il Professore, inserendolo per esempio tra i componenti del gruppo di lavoro per definire i criteri di appropriatezza dei ricoveri di pazienti Covid-19, alla pubblicazione del protocollo di Bassetti e l’annuncio dello stesso su Facebook è seguita una chiara presa di posizione, ovvero: il protocollo non è stato condiviso né approvato da Agenas.

“Le notizie apparse relativamente ad un protocollo per cure domiciliari, messo a punto da Agenas, sono prive di fondamento”, ha dichiarato in una dura nota il direttore dell’Agenzia, Domenico Mantoan. Ma che cosa è successo? 

Come vi avevamo dato conto già ieri, l'infettivologo ormai celebre per le tante ospitate in tv collezionate negli ultimi mesi, ha spiegato sui suoi canali social di aver messo a punto un protocollo per le cure domiciliari dei pazienti Covid: un vedemecum nato da una collaborazione con i medici di medicina generale di Genova con l'intento di evitare un sovraccarico dei sistemi ospedalieri e dare ai medici di famiglia uno strumento di lavoro per consigliare il trattamento dei pazienti covid con sintomi lievi e che possono permettersi di curarsi in isolamento domiciliare. 

Il protocollo Bassetti per la cura della Covid in casa

È stato lo stesso Bassetti a presentare l'iniziativa: "Dopo aver finito la mia attività clinica in ospedale, ieri notte ho incontrato virtualmente i medici di medicina generale di Genova e ho condiviso con loro, insieme al mio straordinario team, un protocollo di cure domiciliari per i pazienti COVID". Nella bozza del protocollo si legge che le prescrizioni sono farmaci per lo più comuni: si tratta di paracetamolo e acido acetilsalicitico (l'aspirina), e solo nei casi più complessi eparina o cortisone. I breve i "consigli di Bassetti" sono questi:

  • per i casi asintomatici il protocollo non prevede alcuna terapia.
  • per sintomi lievi (febbre non superiore a 38 C e/o lieve sintomatologia respiratoria e/o mialgie) terapia a base di paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico;
  • per chi presenta sintomi moderati (febbre superiore a 38.5 C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, ma saturazione dell'ossigeno a riposo in aria ambiente pari o superiore a 93% oppure a 90% in pazienti con patologie polmonari croniche) si aggiunge ai trattamenti precedenti l'eparina ma solo in caso di età superiore a 60 anni o ridotta mobilità o presenza di altri fattori di rischio.
  • l'antibiotico andrebbe prescritto solo in caso di sospetta sovrainfezione batterica.
  • il cortisone viene indicato solamente dopo 5-7 giorni dall'esordio dei sintomi e solo in caso di compromissione respiratoria.

I medici di base prendono le distanze da Bassetti

Nonostante l’entusiasmo di Bassetti le critiche nei confronti del lavoro fatto non sono mancate in queste ore. Se l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - che supporta a livello tecnico e operativo le politiche di governo - ha preso le distanze dal protocollo Bassetti, anche molti medici di base hanno recapitato una petizione al ministero della Salute per denunciare una nomina che "desta stupore nel mondo sanitario" per "la poca prudenza, le dichiarazioni incaute che hanno provocato confusione nella popolazione". 

Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) spiega che i protocolli operativi ufficiali sono fermi a quelli delle prima ondata. Ovvero i pazienti positivi vengono trattati con "paracetamolo, ibuprofene, vitamine in prima battuta. Se invece la febbre si protrae, anche antibiotici e cortisone. Se sopraggiunge la dispnea e la saturimetria scende troppo indichiamo l'ospedale". Gli fa eco Roberto Venesia, segretario Fimmg del Piemonte: "Per curare a domicilio i pazienti affetti da Covid serve un protocollo di utilizzo omogeneo, compiti definiti, funzioni chiare. Le linee guida dovrebbero essere scritte con la collaborazione di virologi e pneumologi".

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