Lunedì, 27 Settembre 2021
Scienza

Sbocciano le prime rose "bioniche"

Sono sbocciate delle rose in cui è stato inserito un materiale polimerico creato in laboratorio. Si chiama "Pedot"

Sono sbocciate le prime rose con i circuiti elettrici. Questa l'incredibile notizia che è apparsa su uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances da un team dell'Università di Linkoping (Svezia).

Come descritto su GalileoNet.it, non si tratta di semplice curiosità, ma di un progetto nato negli anni Novanta, con l'obiettivo di combinare elettronica organica e biologia vegetale. L'idea è stata quella di inserire nel fusto e nelle foglie della comune rosa (Rosa floribunda) dei filamenti di polimeri creati in laboratorio, come fossero dei normali fili elettrici.

 Dopo numerosi tentativi andati male, si è finalmente trovato il materiale adatto: si chiama PEDOT. La particolarità è che essendo solubili in acqua, questi polimeri sono stati assorbiti nel canale che trasporta l'acqua nella pianta (xilema), riuscendo a crescere all'interno dei vasi linfatici senza danneggiare la pianta.

Perché è interessante? Perché questo materiale è in grado di trasportare segnali elettrici nel fusto e nella foglia ed essere sollecitato elettricamente: ogni punto della pianta può, ad esempio, cambiare colore a comando con la semplice appiicazione di una tensione elettrica.

Quindi rose rosse, profumate, con spine e "bioniche". Un risultato eccitante che si cercherà di sfruttare per la realizzazione di celle solari: piante costituite in parte da materiale artificiale che possano convertire lo zucchero prodotto con la fotosintesi in elettricità. I prossimi anni ci diranno se questo è uno scenario davvero possibile.

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