Lunedì, 20 Settembre 2021
Scienze Italia

Fumo, le sigarette elettroniche dividono gli esperti

Si riaccende il dibattito scientifico dopo che l'Oms ha bollato come pericoloso anche il fumo da svapo: "Danni da ecig e sigarette tradizionali non sono comparabili" secondo gli esperti del settore

Considerata da tempo come un’alternativa più salutare rispetto alle classiche sigarette, ora anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha bollato la sigaretta elettronica come pericolosa per il suo contenuto di nicotina la cui presenza nel sangue stimola la chemioresistenza diminuendo l’efficacia della cura in caso di tumore.

Una posizione che non trova però gli esperti concordi. “L’OMS insistendo - con il suo rifiuto ideologico - a non voler integrare la strategia sulla riduzione del rischio all’interno delle attuali politiche di controllo del tabacco, favorisce paradossalmente lo status quo del tabagismo, rischiando di non centrare l’obiettivo di ridurre il numero di fumatori nel mondo in tempi ragionevoli – ha commentato il prof. Riccardo Polosa, coordinatore del comitato scientifico per la ricerca applicata alla sigaretta elettronica promosso dalla Lega Italiana Anti Fumo - di questo passo l’OMS dovrà assumersi la responsabilità di morbidità e mortalità assolutamente prevenibili”.

Alcune settimane fa, poco prima della Settima Conferenza delle Parti organizzata dall’OMS svoltasi a New Delhi (India), era stato diffuso dalla stessa OMS un documento scientifico sulle sigarette elettroniche tratteggiante una posizione ideologicamente distorta e pertanto divenuto oggetto di pesanti critiche da parte degli esperti del campo (LINK al ns pezzo.

“Innanzitutto – spiega Polosa - l’OMS sembra aver lanciato una crociata contro la e-cig, enfatizzando potenziali rischi senza alcuna considerazione per gli innumerevoli benefici." "Inoltre – aggiunge lo scienziato catanese – questa valutazione peggiorativa del vapore elettronico non tiene assolutamente conto del termine di paragone, ovvero del fumo di tabacco - il vero nemico delle salute pubblica! E' allarmante che la più importante autorità mondiale nel campo della salute distorca la evidenze scientifiche”.

Nonostante la disponibilità di farmaci per smettere di fumare, è un dato di fatto che molti fumatori non vogliono provarli. Inoltre, tra coloro che ne hanno fatto uso, la maggior parte ricade nel tabagismo già dopo pochi mesi. Per accelerare la riduzione dell’abitudine da fumo, gli esperti di salute pubblica raccomandano di incoraggiare i fumatori a passare a prodotti meno dannosi e anche l’OMS ha individuato alcune strategie di riduzione del danno tra i principi chiave delle politiche di controllo: “Se la grande maggioranza dei fumatori di tabacco – ha recentemente dichiarato la stessa organizzazione – che sono grado o non vogliono smettere di fumare passassero senza indugio all’utilizzo di una fonte alternativa di nicotina con minori rischi per la salute, smettendo infine di usare anche quella, si potrebbe arrivare ad un beneficio significativo per la salute pubblica mondiale”.

Servirebbe semplicemente una coerenza di intenti, idee e parole da parte dell'OMS” - conclude Riccardo Polosa.

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