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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Occhi al cielo

Stelle cadenti ad agosto: come e quando vedere le "Lacrime di San Lorenzo"

La pioggia delle Perseidi è uno degli eventi "cosmici" più attesi dell'estate: nonostante la presenza di una Luna molto luminosa, le stelle cadenti attese a partire dal 10 agosto saranno visibili ad occhio nudo e anche in diretta streaming

Non c'è estate senza le stelle cadenti di San Lorenzo. L'appuntamento con le Perseidi, il più spettacolare (e romantico) di questa stagione, è capace di suscitare l'interesse del grande pubblico, complice appunto il periodo estivo e le vacanze, magari trascorse in qualche splendida località in riva al mare, dove poter osservare il cielo limpido da una comoda spiaggia. Quest’anno, purtroppo, la Luna sarà piena proprio in corrispondenza del massimo, trattandosi peraltro dell’ultima Superluna del 2022: essa, perciò, rappresenterà un ostacolo notevole nella visione delle meteore. Tuttavia, con qualche accortezza, è possibile osservarle con soddisfazione anche stavolta. 

Perseidi, quando vedere le stelle cadenti

La tradizione collega il fenomeno al martirio di San Lorenzo, la cui ricorrenza si celebra proprio il 10 agosto e da cui deriva il nome popolare dello sciame; tuttavia, esso è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che al giorno d’oggi cade tra l’11 e il 13 agosto. Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte. Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, dal momento che la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale.

Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 e il cui ultimo passaggio risale al 1992. Fu l’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli a stabilire, nel XIX secolo, una connessione tra le meteore e la cometa indicata, meccanismo questo di interesse generale per gli sciami.

"Il fenomeno si verifica quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, ‘tuffandosi’ così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole - commenta Gianluca Masi, astrofisico, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project - Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia".

Le meteore sono osservabili ogni notte serena dell’anno, ma è possibile scorgerne in maggior numero proprio in corrispondenza di questi incontri “orbitali”, quando dunque vi è una maggior quantità di polvere pronta ad entrare nell’atmosfera. In tali casi si parla di sciami di meteore: quello di agosto è solo il più popolare, ma ve ne sono altri di notevole interesse nel corso dell’intero anno. Il numero di meteore effettivamente visibili conosce sensibili fluttuazioni. In primo luogo, le piogge più intense sono quelle prossime al ritorno della cometa, che rifornisce la propria traiettoria di polvere “fresca”. Inoltre, la presenza della Luna, specie se piena, può disturbare pesantemente le osservazioni, come è accaduto proprio nel 2019 e 2020.

Come vedere le Perseidi (anche in streaming)

Dopo un 2021 a dir poco memorabile, per il 2022 le condizioni osservative delle Perseidi saranno decisamente meno favorevoli. La Luna, infatti, sarà piena all’alba del 12 agosto, proprio in corrispondenza del massimo, dunque guastando la festa. Essa rappresenta l’ultima Superluna dell’anno. Tuttavia, considerando che le meteore sono attive su un ampio intervallo temporale, è possibile giocare d’anticipo, puntando ad esempio alle notti tra 8-9 e 9-10 agosto. In quelle date, una volta tramontata la Luna, la parte finale della notte – fino all’alba – offrirà per almeno un’ora le condizioni di visibilità migliori, anche per ragioni astronomiche. Tecnicamente, infatti, si può osservare a qualsiasi ora, ricordando però che nella seconda parte della notte si assiste ad un sensibile aumento dell’attività meteorica, poiché all’alba l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal “parabrezza”, anziché dal “lunotto” posteriore del nostro pianeta. Questa condizione, unitamente al tramonto della Luna, garantisce perciò dei buoni risultati.

Come si diceva, l’osservazione ad occhio nudo è senza dubbio la migliore, mentre è importante scegliere un sito osservativo il più lontano possibile dall’inquinamento luminoso, vero nemico dell’osservazione del cielo e disastrosa evidenza di un immenso spreco di energia elettrica. Si può decidere di guardare verso la costellazione di Perseo, posta a mezz’altezza a nord-est alla fine della notte, peraltro in una zona di cielo meravigliosa, oppure semplicemente di sdraiarsi a terra e guadare così verso lo zenit, il centro della volta stellata. Il nome delle Perseidi deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le meteore sembrano scaturire: in questo caso, esso si proietta in direzione della costellazione di Perseo, celebre protagonista del firmamento autunnale. Tuttavia, le meteore appaiono in tutto il cielo: ripercorrendo idealmente all’indietro le scie delle Perseidi, esse convergerebbero proprio nel radiante, la cui posizione è moderatamente variabile nel corso dei giorni.

Invece, per i meno fortunati che non potranno godere di questo spettacolo stellare ad occhio nudo, Virtual Telescope offrirà, grazie ai suoi strumenti mobili, la visione della della pioggia di Perseidi in diretta streaming. Dal 2018, la condivisione delle Perseidi da parte del progetto Virtual Telescope è a sostegno del recupero dell’antica chiesa della Madonna della Neve (XVI Sec.), distrutta dai sismi del 1979 e del 2016, recupero promosso dalla Pro Loco di Castel Santa Maria (PG). Il commento durante la diretta sarà a cura dell’astrofisico Gianluca Masi, Responsabile del Virtual Telescope Project. La partecipazione è gratuita, basta accedere al sito di Virtual Telescope Project a partire dalle ore 3 di mercoledì 10 agosto 2022.

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