Sabato, 19 Giugno 2021
Prototipi / Spagna

Cos'è questa storia dello strumento che riesce a rilevare il coronavirus nell'aria

Ora il prototipo è in fase di sperimentazione nell'ambito di uno studio in un ospedale. Il sistema è stato sviluppato da un team di ricercatori del Politecnico di Valencia  (UPV)  e dell'Università di Valencia (UV). Ecco come stanno le cose

Foto da El Mundo

Un sistema che analizza la qualità dell'aria e consente di rilevare il virus negli spazi chiusi: case, mezzi di trasporto, aule, cinema e così via. Ora il prototipo è in fase di sperimentazione nell'ambito di uno studio in un ospedale. Il sistema è stato sviluppato da un team di ricercatori del Politecnico di Valencia  (UPV)  e dell'Università di Valencia (UV). Hanno progettato un biosensore altamente sensibile che monitora continuamente la concentrazione di  SARS-CoV-2  negli aerosol ambientali e rileva concentrazioni pericolose del virus. I dettagli sono raccontati sul sito web dell'Associazione delle Università di Valencia.

Si può rilevare il coronavirus nell'aria?

Ideato dai ricercatori dell'Istituto per il riconoscimento molecolare e lo sviluppo tecnologico (IDM) del Politecnico di Valencia (UPV), studi preliminari sono stati condotti utilizzando particelle simili a virus non infettive (VLP). Il direttore dell'IDM presso l'UPV Ángel Maquis ha spiegato che "le strategie di controllo preventivo devono tenere conto della trasmissione del virus tramite aerosol. Il sistema che abbiamo sviluppato è un biosensore di massa che utilizza anticorpi specifici in grado di rilevare il virus SARS-CoV-2 nell'aria". Il ricercatore predottore dell'IDM Augusto Juste ha evidenziato che il biosensore "è stato valutato su scala di laboratorio; rileva VLP nell'aria in un ambiente carico di virus simulato, "fornendo un segnale correlato alla carica virale presente nell'ambiente".

"In questo modo, nel rilevare la carica virale a livelli che possono essere dannosi per la salute, si emetterebbe un segnale di allarme. Si tratta, quindi, di un biosensore in grado di rilevare SARS-CoV-2 a soglie di concentrazione critiche".  Per  Sergi Morais  , anch'egli ricercatore presso l'IDM dell'UPV, si tratta di "uno sviluppo molto promettente, dato che può fungere da  sistema  di  allarme e controllo  per prevenire l'infezione da Covid-19, analizzando la qualità dell'aria in spazi affollati".  La metodologia e il prototipo sviluppato dal team di ricercatori e scienziati è attualmente in fase di valutazione a livello ospedaliero, in uno studio che è in corso di realizzazione in collaborazione con il servizio di Medicina Preventiva e Qualità Sanitaria dell'Ospedale Generale Universitari de Castell

Il biosensore IDM-UPV esegue misurazioni dirette e - come spiega El Mundo -  si distinguerebbe anche per la sua  facilità d'uso, per il basso costo e per la versatilità  .  "Attualmente, non esiste una tecnologia competitiva commercializzata come quella che abbiamo sviluppato a livello di prototipo e potrebbe diventare un  virusometro  nel prossimo futuro", secondo il professore David Giménez-Romero. Sviluppi promettenti, ma siamo ancora nel campo dei prototipi.

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