Martedì, 16 Luglio 2024
combattere l'estinzione

Per fermare i bracconieri in Sudafrica hanno reso radioattivi i corni dei rinoceronti

È la scommessa del Rhisorope Project della Wits University: i corni radioattivi, infatti, non possono essere venduti come ingredienti per la medicina tradizionale, e sono facili da identificare alla dogana con i contatori geiger

I rinoceronti sono tra i mammiferi africani a maggior rischio di estinzione. Assediati dai cambiamenti climatici e dalle attività umane, che modificano e riducono costantemente il loro habitat naturale, e dai bracconieri, che continuano a sterminarne centinaia di esemplari ogni anno per vendere i loro preziosi corni in Asia, dove vengono utilizzati come rimedi dalla medicina tradizionale. Dopo averle provate praticamente tutte per scoraggiare il bracconaggio, in Sud Africa un gruppo di scienziati ha deciso di ricorrere ad una soluzione estrema: rendere radioattivi i corni dei rinoceronti. 

Il programma si chiama Rhisotope Project, ed è portato avanti dai ricercatori della Wits University. E nasce dopo la constatazione che tutti i tentativi precedenti messi in campo in Sud Africa non hanno prodotto i risultati sperati. Tagliare i corni dei rinoceronti, ad esempio, è costoso, debilitante per gli animali, e non è una soluzione definitiva, perché va ripetuto periodicamente per evitare che i corni ricrescano e gli animali tornino ad attirare le attenzioni dei bracconieri. Persino avvelenare i corni non è stato sufficiente, visto che lo scorso sono stati uccisi dai bracconieri quasi 500 rinoceronti sudafricani, un numero importante in un paese che ospita appena 2.000 rinoceronti neri (criticamente a rischio di estinzione) e 13mila rinoceronti bianchi (a rischio quasi critico), e in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. 

Da qui l’estrema ratio a cui hanno fatto ricorso i ricercatori del progetto Rhisotope: inserire radioisotopi rafdioattivi nei corni dei rinoceronti, in modo da renderli tossici per i potenziali consumatori umani, e al contempo, estremamente facili da individuare dalla polizia di frontiera e dalle unità anti bracconaggio, dotata routinariamente di contatori geiger. Ovviamente, la dose scelta è calibrata per essere completamente innocua per gli animali, ma comunque sufficiente per far scattare i sistemi di allarme anti-terrorismo di aeroporti e stazioni doganali. 

Il materiale radioattivo scelto ha una durata di cinque anni. Non è una soluzione perenne, quindi, ma è comunque molto più duratura della rimozione dei corni, che va ripetuta ogni 18 mesi e ha quindi costi di gestione molto più importanti. Attualmente, gli animali che sono stati trattati in questo modo sono appena 20. Ma si tratta di un progetto pilota, che presto potrebbe essere espanso ad altre aree del paese se il monitoraggio previsto per i prossimi sei mesi darà i risultati sperati. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Per fermare i bracconieri in Sudafrica hanno reso radioattivi i corni dei rinoceronti
Today è in caricamento