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Lunedì, 22 Aprile 2024
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La tempesta solare che potrebbe portare le aurore nei cieli del Texas (e di Parigi)

Una forte tempesta solare sta spingendo le aurore a latitudini molto più meridionali del normale. Stanotte potrebbero essere visibili persino nei cieli di Parigi o in quelli del Texas e della California

Si chiamano aurore polari, ma a volte queste splendide luci danzanti si riescono a vedere anche a latitudini molto più meridionali (parlando del nostro emisfero, è ovvio). Sono prodotte dall'interazione tra i venti solari e la magnetosfera del nostro pianeta. E quando il meteo solare si fa più estremo le aurore boreali si fanno visibili ben più vicino all'equatore del normale. Quest'anno sta capitando di frequente, e anche se in Italia difficilmente potremo goderci lo spettacolo (l'ultima volta capitò quando eravamo impegnati nella Guerra di Indipendenza del 1848), ieri in America sono state avvistate fin nei cieli dell'Oklahoma, a un passo dagli Stati più a Sud dell'Unione. 

L'origine delle aurore è da ricercarsi nelle particelle cariche espulse dal Sole che raggiungono il nostro pianeta sotto forma di venti solari. Raggiunta la Terra, questi flussi di plasma interagiscono con la magnetosfera del nostro pianeta, che ne devia la maggior parte, impedendo che provochino danni sulla superficie. Se l'attività solare si fa più intensa, però, la quantità di particelle che colpiscono il campo magnetico terrestre può aumentare notevolmente, provocando quella che i fisici chiamano riconnessione magnetica, un processo che permette alle particelle cariche di entrare nell'atmosfera della Terra. 

solar flare

“Il campo magnetico della Terra ha una forma a lacrima, e oscilla continuamente in risposta ai cambiamenti di intensità dei venti solari”, spiega a proposito la Nasa. “Le particelle dei venti solari vengono incanalate lungo la coda della magnetosfera, e vi rimangono intrappolate. Quando avviene una riconnessione magnetica, le particelle sono quindi accelerate vero i poli, e lungo la strada collidono con gli atomi e le molecole dell'atmosfera terrestre, un'interazione che fornisce agli atomi energia extra che viene poi rilasciata sotto forma di lampi di luce”.

Sono questi milioni di lampi di luce a produrre quelle luci danzanti nei cieli che chiamiamo aurore. Solitamente sono concentrate in una zona chiamata ovale aurorale, che si stende attorno ai due poli magnetici del pianeta fino a circa 60-70 gradi di latitudine. Quando la magnetosfera è disturbata da venti solari particolarmente potenti, però, questo ovale può allargarsi notevolmente, raggiungendo anche i 50 o persino i 40 gradi di latitudine. Praticamente, l'altezza di Parigi, Francoforte e Praga (50 gradi Nord), e in casi eccezionali, quella di Roma e Napoli (intorno ai 40 gradi Nord).

Caso vuole che proprio in questi anni il Sole stia andando verso il momento di massima attività, all'interno di un ciclo che si ripete periodicamente ogni 11 anni. Il culmine arriverà nel 2025, ma già quest'anno le tempeste solari si stanno facendo particolarmente frequenti. E con loro, anche la comparsa di aurore a latitudini più meridionali del solito. Proprio nella notte appena trascorsa è stata registrata una tempesta particolarmente intensa, di intensità compresa tra G3 e G4, che ha creato le condizioni perfette per osservare le aurore nei paesi del Sud. 

Le aurore sono state osservate la scorsa notte nei cieli di Scozia e Inghilterra, e in molti stati Usa, compreso l'Oklahoma, appena a nord del Texas. Le previsioni lasciano pensare che anche la prossima notte potrebbe ripetersi il fenomeno, con aurore che potrebbero raggiungere persino i cieli di Parigi, Francoforte e Praga. In Italia probabilmente non saremo così fortunati, ma prepariamoci, se non altro, a osservare con invidia la carrellata di foto che potrebbero arrivare dai nostri vicini europei.  

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